Concorsi, CUB: Azzolina sceglie ancora una volta di ignorare le richieste dei precari

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Comunicato CUB Scuola – I concorsi, straordinario e ordinario, per l’assunzione di 48.500 insegnanti si faranno, i bandi saranno pubblicati, probabilmente, la prossima settimana.

Così ha deciso la ministra che ha inviato ai sindacati rappresentativi le bozze dei bandi. Le prove si terranno in agosto e a ottobre e le assunzioni avranno validità giuridica dal 1° settembre 2020.

Le domande di partecipazione si dovranno presentare, rispettivamente, dal 28 maggio al 3 luglio e dal 15 giugno al 31 luglio ma le date potrebbero ancora subire qualche modifica. Le modalità rimangono quelle già indicate nel decreto: per lo straordinario un quizzone da 80 domande cui rispondere in 80 minuti; per l’ordinario una prova selettiva con test a crocette poi una prima prova scritta (40 punti), una prova pratica (40 punti) e altri 20 punti andranno a titoli e servizio.

Si attendono centinaia di migliaia di candidati e nessuno, tanto meno la “task force” della ministra, sa come e dove trovare i luoghi e le attrezzature che possano permettere lo svolgimento dei concorsi in tempi di reclusione e distanziamento sociale.
Ma così ha deciso la ministra Azzolina, ammiraglia di una nave “che non si ferma”, ignora gli ostacoli e procede imperterrita. Colei che, dal suo ponte di comando, osserva solitaria e impavida il mare in tempesta della pandemia e detta indicazioni tanto perentorie quanto improbabili sfidando, prima che il coronavirus, la logica.

Lo abbiamo detto più volte: tempi straordinari richiederebbero scelte coraggiose, invece dal ministero arrivano solo la chiusura di ogni dialogo, la riproposizione testarda di una normalità soltanto immaginata, la richiesta di poteri eccezionali. Così la ministra, sorretta da alcuni suoi sodali, come la senatrice Granato, rilancia il vuoto e retorico richiamo alla necessità della “selezione per merito”. Un concetto del quale devono avere una ben strana idea, probabilmente ritagliata sulla propria personale esperienza, se giungono a pensare che il “merito” consista nel costringere all’umiliazione di un test a crocette quelle stesse persone che hanno acquisito esperienza e competenze in anni di servizio in classe. Anni in cui quei colleghi precari hanno garantito la tenuta del nostro sistema scolastico, massacrato dalla continua privazione di risorse economiche.

Le disposizioni sui concorsi e il mancato aggiornamento delle graduatorie di supplenza fa presagire mesi difficili e un avvio caotico del prossimo anno scolastico. Per evitare tutto questo sarebbe stato sufficiente mettere nel conto tutti i posti vacanti in organico, disporre l’assunzione diretta dei precari con almeno tre anni di servizio e procedure straordinarie e semplificate di assunzione per tutti gli altri fino a copertura di tutti i posti disponibili. Ma sarebbero servite capacità di ascolto, volontà di dialogo sociale, coraggio vero e lungimiranza. Qualità che a questi decisori politici difettano.

L’emergenza ha finora limitato ogni forma di mobilitazione della categoria lasciando fin troppo spazio alla ministra. Le sue forzature su didattica, graduatorie, mobilità, concorsi sono incomprensibili così come è inaccettabile il silenzio calato sul rinnovo contrattuale ed è ora che organizzazioni sindacali conflittuali, movimenti, personale della scuola e studenti riprendano insieme la parola e operino per imporre un deciso cambio di direzione.

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