Concorsi, cosa succede se un alto numero di aspiranti non può presentarsi alle prove perché positivo o in quarantena? Lettera

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Inviata da Antioco Masala – “Non mettere troppa carne al fuoco” è un vecchio detto di saggezza popolare (molti detti popolari gli inserirei addirittura in materia umanistica ), ma la Ministra Azzolina pare non comprenderne appieno i risvolti di tale saggezza.

Contro ogni evidenza ha proseguito nel suo intento di attivare una marea di Concorsi in pieno periodo Pandemico ( Straordinario per il Ruolo, Straordinario per l’Abilitazione, Concorso Ordinario per Primaria e Secondaria, TFA Sostegno per Infanzia, Primaria, Secondaria di I° e II° grado ); il tutto, a detta della Ministra, da iniziarsi nel mese di Ottobre.

Le date per tali Concorsi, tuttavia, non sono state ancora rese note, salvo che per il TFA Sostegno, dove sussiste una pressante esigenza di insegnanti.
La domanda più ovvia è: che succede se un alto numero di Aspiranti, bloccati in casa dal tampone positivo o dalla quarantena, non può presentarsi alla prova preselettiva, poi allo scritto e infine all’orale ? Verranno rimborsati dei soldi dell’iscrizione ? E dove stà il MERITO se a presentarsi sarà un ridotto numero di Aspiranti ? Ministro Azzolina, provi ad immaginarsi lo stato d’animo di un insegnante, che dopo una lunghissima rincorsa di studio non può neanche presentarsi alla fatidica prova !
Mi scusi, ma non si fà prima e meglio ad ammettere al TFA gli Aspiranti con tre anni di servizio sul Sostegno senza demerito e far loro svolgere il Corso di Specializzazione mediante la DAD ?

Sig. Ministro, molto spesso nella vita la scelta non è tra il bene o il male, ma tra il minore dei mali ! e anche di questo ne farei materia scolastica.

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