Concorsi a cattedra non funzionano, meglio la chiamata diretta e valutazione da parte dei Dirigenti

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A sostenerlo, Stefano Blanco direttore generale della Fondazione Collegio delle università milanesi, durante una intervista a Tempi.it

A sostenerlo, Stefano Blanco direttore generale della Fondazione Collegio delle università milanesi, durante una intervista a Tempi.it

"il concorso che dovrebbe garantire il loro reclutamento non funziona. Non è certo un caso, infatti, se il 99,9 per cento dei docenti che superano il concorso, al termine del primo anno di prova, entra in ruolo, senza che praticamente nessuno venga bocciato." Queste le parole, lapidarie, del Direttore. "Ciò significa – desume Blanco – che non c’è alcun tipo di selezione all’ingresso."

La soluzione prospettata è, ad esempio, quella delle Charter School, delle quali ci siamo già occupati in un artiicolo di Eleonora Fortunato, prosecuzione di quel percorso sull’indagine dei modelli "vincenti" di automia e di carriera a seguito della nostra intervista ad Andrea Ichino.

Ricordiamo che le Charter schook sono scuole pubbliche che operano in regime di forte aunomia e basano la valutazione delle scuole sui risultati dei ragazzi ai test finali.

L’autonomia si declina nella maggiore olibertà di organizzare i curriculi rispetto alle indicazioni naizonali, nell’organizzazione dell’orario giornaliero e settimanale, delle risorse e soprattutto delle risorse umane.

Queste scuole hanno, infatti, grande libertà nell’assuzione del personale, hanno capacità contrattuale, possono selezionare gli insegnanti e assumerli direttamente.

Gli insegnanti godono di una maggiore libertà di insegnamento ed hanno ottime prospettive di carriera.

Ed sulla valutazione insiste Stefano Blanco, nell’intervista su Tempi.it, e in ciò, afferma, "la figura del dirigente scolastico è fondamentale per valutare gli insegnanti e così condurre una scuola. Nessuno meglio di lui può farlo. I paesi del Nord Europa, in questo, sono all’avanguardia, mentre in Italia, troppo spesso, i dirigenti non hanno l’autorevolezza, o non vogliono prendersi la responsabilità, per farlo."

Un’idea che si sposa con quel modello anglosassone tanto apprezzato dal nostro Ministro.

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