Concorsi, Anief: nell’ultima settimana di aprile pubblicati i bandi in Gazzetta Ufficiale

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Comunicato Anief – Rispondere correttamente in 80 minuti a 80 quesiti: questo dovrebbero dimostrare i precari docenti italiani per meritare un posto di ruolo delle procedure riservate del concorso, mentre in quella “aperta al pubblico” senza la conoscenza della lingua inglese non si passa, nonostante le Brexit

E allora via alla crocetta e al vernacolare di Albione sperando nella cabala dei numeri, nella correttezza dei distrattori e in un po’ di fortuna personale per raggiungere l’obiettivo di una vita da precario: il posto fisso, così fisso che non ci si potrà spostare prima di altri cinque anni nella propria provincia di residenza se si sceglie di concorrere in una regione diversa, dove ci sono più posti disponibili.

E bisogna essere fortunati, perché se si insegna religione bisogna ancora aspettare, così come se si ha avuto la sfortuna di lavorare nel sistema nazionale di istruzione (paritaria, IeFP), mentre chi ha voluto insegnare nella scuola dell’infanzia e della primaria, dove continuano i licenziamenti a causa di un cambio di indirizzo sul valore abilitante del diploma magistrale, niente quiz.

E proprio queste categorie intende tutelare l’Anief con l’Ufficio vertenze legali, che ha aperto le preadesioni gratuite per ricorrere, invitando quando sarà il momento a presentare la domanda, comune, per chiedere a un tribunale giustizia.

Nel frattempo, il giovane sindacato riprova a chiedere un ripensamento della politica sul reclutamento con specifiche proposte di modifica al Senato al Decreto Legge n. 22/2020 presentato dal Governo.

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