Concorsi, Anief: fallito confronto tra sindacati firmatari e Ministero, la “palla” passa al Parlamento

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Anief – Per Anief, che non ha partecipato all’incontro, era inevitabile, perché quello che sta conducendo è un confronto del tutto inutile rispetto alle decisioni prese dal legislatore.

Per questo motivo, abbiamo preparato diversi emendamenti che abbiamo presentato proprio oggi nella VII Commissione del Senato. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è il Parlamento la sede idonea in cui può essere trovata una soluzione politica all’emergenza del precariato. A questo scopo, abbiamo ribadito che quella dei concorsi, almeno per l’immediato, è una strada chiusa. E abbiamo invece chiesto il reclutamento da graduatorie di istituto e la riapertura delle GaE. Sono provvedimenti che in uno stato particolare come quello che stiamo vivendo e con le 250 mila supplenze che attendono la scuola tra pochi mesi, all’inizio dell’anno, possono essere benissimo attuati. Ognuno si assuma le sue responsabilità”.

Si traduce in un buco nell’acqua la trattativa che i sindacati firmatari del contratto collettivo nazionale stanno conducendo con il ministero dell’Istruzione sull’avvio dei concorsi a cattedra di imminente pubblicazione: dopo l’ennesima battuta a vuoto, si è arrivati allo scontro. Da una parte, per le organizzazioni maggiormente rappresentative “è del tutto evidente l’impossibilità di conseguire, attraverso lo strumento concorsuale a tal fine destinato, l’obiettivo di stabilizzare, sin dal 1° settembre 2020, il rapporto di lavoro dei docenti precari con tre annualità di servizio e consentire la continuità didattica in una situazione di emergenza che non solo lo chiede, ma lo esige”.

LA REPLICA DEL MINISTERO

Inoltre, i tempi incerti, data la situazione di emergenza che impedisce di effettuare le prove concorsuali, “rendono necessario – continuano – trovare strumenti idonei per garantire la continuità delle attività didattiche”. Dall’altra, l’amministrazione ha replicato che “la soluzione prospettata da parte sindacale in merito a un concorso per soli titoli non è prevista dalla vigente normativa”. I bandi, ha ribadito Viale Trastevere, “sono redatti conformemente alle disposizioni di legge” in vigore.

TRATTAVIA BLOCCATA

Per Anief, la trattativa con il ministero è ormai priva di logica. Qualsiasi possibilità di modifica delle norme sul reclutamento deve passare a questo punto per i palazzi della politica. Proprio oggi il giovane sindacato ha presentato presso la VII commissione del Senato la serie di emendamenti migliorativi del testo del Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, sul quale tra un paio di settimane si esprimerà il Governo attraverso la fiducia: i senatori hanno la possibilità di prendere le distanze sulla soluzione a lunga scadenza dei concorsi pubblici che l’amministrazione vuole condurre a testa bassa.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE

“È chiaro – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che l’attenzione massima del legislatore debba essere quella di avviare l’anno scolastico che verrà in modo regolare. Al momento, se non si apre alle assunzioni di coloro che sono nelle graduatorie, anche d’istituto con 24 mesi almeno di servizio svolto, si stanno creando le condizioni per partire con 250 mila cattedre vacanti: in pratica, si va verso la sicura mancata continuità didattica, la mancanza di un terzo dei docenti, della lesione del diritto allo studio, a partire da quello degli alunni con sostegno. Un vero disastro, dal quale la politica ha ora la possibilità di affrancarsi”.

LE PROPOSTE ANIEF

Secondo Anief le mosse da attuare per salvare la scuola passano per la necessità di sostanziali modifiche ai bandi di concorso proposti, perché incompatibili con i tempi e con le necessità dell’emergenza sanitaria che il Paese sta vivendo, considerando soprattutto i tempi lunghi e l’impossibilità a svolgere le prove selettive. Si pensi invece, a dare risposte concrete ai tanti precari che lavorano da anni nei nostri istituti scolastici e che rivendicano, a ragione, l’assunzione a tempo indeterminato attraverso procedure abilitanti efficaci e non selettive. Una soluzione del genere, tra l’altro, sarebbe funzionale alle esigenze della scuola, che sta andando incontro al più grande vuoto di posti della sua storia. Largo, quindi, a procedure per soli titoli e servizi, anche per i docenti di religione, utilizzando le già esistenti graduatorie d’istituto, per individuare già dal prossimo 1° settembre i docenti da immettere in ruolo e garantire, così, un avvio ordinato del nuovo anno. Sarà importante anche prevedere la stabilizzazione di decine di migliaia di unità di personale Ata, pure di tecnici negli istituti comprensivi, e avviare un concorso riservato per i Dsga facenti funzione.

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