Concedere mobilità ai docenti assunti tramite DM 631 del 25 settembre 2018. Lettera

ex

Inviato da Luca Gallo- Il 5 marzo prossimo ci sarà il primo incontro tra i sindacati e i rappresentanti del governo per discutere della mobilità 2020.

C’è grande fermento e grande attesa quest’anno per via del famigerato DM 631 che vieta ad alcuni docenti, e sottolineo solo ad alcuni, di chiedere per quest’anno il trasferimento per almeno 5 anni.

Ci sono almeno 3 motivi per protestare e denunciare un’ ingiustizia che spero sia corretta da parte delle istituzioni, ovvero:

1) Il contratto triennale che riguarda la mobilità non contempla minimamente per quest’anno nessun blocco per quanto riguarda i neoassunti;

2) Il bando di concorso  del 2018 non contemplava neanche lontanamente al blocco su indicato;

3) All’interno dello stesso   DM 631 i primi in graduatoria delle grame 2018 sono stati i più penalizzati, in quanto hanno dovuto scegliere i posti residui del contingente dell’ anno scolastico precedente, pochi posti e spesso lontano dalle proprie province di residenza, essendo il concorso regionale.

Oltre a questo bisogna ribadire il fatto che coloro che hanno affrontato il cosiddetto terzo anno FIT,  già quest’anno possono chiedere la mobilità, l’anno scorso hanno potuto chiedere l’assegnazione provvisoria,  la loro fortuna deriva dal fatto che sono entrati in ruolo con un anno di anticipo,  anche se il concorso era il medesimo,ovvero il concorso 2018 riservato agli abilitati. Quindi come al solito, c’è una palese disparità di trattamento, in quanto il DM 631 non consente neanche di chiedere l’ assegnazione provvisoria,  in pratica per quest’anno gli unici a garantire la cosiddetta continuità didattica sono proprio coloro che rientrano in questo decreto.

Inoltre tale decreto tocca principalmente docenti non più giovani, abilitati tramite tfa/pas, docenti già fortemente penalizzati dalla chiusura delle GaE, che  nonostante l’abilitazione hanno dovuto affrontare, udite udite, un concorso ordinario altamente selettivo come quello del 2016, altro che crocette con banca dati messa a disposizione. Insomma  oltre al danno, e cioè di poter chiedere come in passato l’inserimento a pettine in una provincia in attesa della stabilizzazione, si è pensato di parcheggiare questi docenti in seconda fascia di istituto, cosa che non cambiava di una virgola la loro situazione, e poi in molti casi la beffa di un concorso ordinario dove la disparità di valutazione delle diverse commissioni hanno prodotto  delle situazioni non uniformi, per non parlare delle aggregazioni territoriali del concorso cosiddetto transitorio 2018, che hanno determinato spostamenti assurdi da un capo all’altro dell’ Italia, il tutto per simulare una lezione.

Per non entrare troppo nelle dinamiche assurde del sistema di reclutamento in Italia, che cambia  come cambia il vento,  vedi la situazione dei diplomati magistrale, degli abilitati all’estero, degli itp e via dicendo, mi preme anche sottolineare che gli insegnanti abilitati, soprattutto coloro che provengono dai  pas 2013 la continuità didattica l’anno assolta nei tanti anni passati come precari, spesso nella stessa scuola.

In attesa spero che la vicenda che riguarda la mobilità venga meglio definita, anche per i prossimi anni,  5 anni  sono davvero comunque improponibili per tutti,  mi auguro che quest’anno i docenti “bloccati” da tale decreto possano partecipare alla mobilità, questo prima delle assunzioni previste a settembre 2020 per via dei nuovi concorsi, altrimenti tornare a casa diventerà praticamente impossibile.

Un grande appello e’ rivolto all’associazione nazionale docenti abilitati che facciano in modo che non venga calpestato il diritto alla famiglia,  e che non si verifichi l’ennesima ingiustizia, nei confronti di chi ha dato tanto alla scuola, e che alle soglie dei cinquant’anni chiede solo di poter lavorare vicino ai propri affetti, e’ impensabile continuare a chiedere  sacrifici,  non si può continuare a pagare affitti a fondo perduto, spese di viaggio, doppie auto etc, spesso c’è anche un mutuo da pagare,  tutto questo è inumano, se pensiamo anche  che i nostri stipendi sono tra i più bassi in Europa e di tutta la pubblica amministrazione in generale, ecco che non si può  continuare ad ignorare questa situazione.  Infatti mi rivolgo anche, oltre naturalmente ai sindacati, in particolare all’ANIEF, tanti sperano  nelle loro azioni, dopo che sono diventati rappresentativi, ma non meno mi rivolgo ai governanti, in particolare a coloro che detengono le sorti del governo in questo momento, ovvero ai ministri di  quel M5S che era nato per cambiare le cose, per migliorare  molti aspetti della nostra quotidianità, per eliminare le ingiustizie e  non creare le solite disparità tra lavoratori, spero vivamente che su quest’aspetto si mettano una mano sulla coscienza e si sforzino di capire la disparità che si cela dietro tale decreto; qui infatti, non si critica l’aspetto legato alla continuità, ma il modo in cui viene applicato,  non tenendo minimamente conto  che va a ledere un altro diritto fondamentale, e cioè il diritto alla famiglia, e che colpisce da subito  solo alcuni dei vincitori del concorso 2018, creando una disparità appunto che sa tanto di ingiustizia.

Preparazione concorsi, TFA e punteggio in graduatoria con CFIScuola!