Concedere l’ assegnazione provvisoria anche agli ex FIT del concorso 2018. Lettera

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Inviato da Luca Gallo-  I docenti ex FIT assunti da GRAME 2018 in particolare tramite DM 631 continuano incredibilmente  ad essere esclusi  da ogni diritto che nemmeno una legge assurda ha  la facolta’ di discriminare e penalizzare delle persone  vittime gia’ in partenza di un ingiustizia senza precedenti.

Infatti alcuni docenti assunti attraverso il concorso straordinario 2018  hanno subito un vincolo quinquennale che gli vieta ogni tipo di movimento, anche l’ assegnazione provvisoria, solo perche’ le graduatorie del concorso o il concorso stesso non e’ stato svolto in tempo utile per le assunzioni a partire dal 1 settembre 2018,  non solo l’ assunzione a tempo indeterminato e’ slittata di un anno,  non solo si e’ stati costretti a scegliere i posti residui dell’ anno precedente, pur non essendo le assunzioni retrodatate, ma addirittura si e’ dovuto firmare un contratto che prevedeva tale vincolo quinquennale, anche se nel bando del concorso  2018 riservato agli abilitati(fase transitoria), di tale vincolo non c’ era la minima traccia.

E fin qui si capisce subito l’ assurdita” l’ ingiustizia e la disparita’ di trattamento rispetto ad altri partecipanti del medesimo concorso, che gia’ nell’ anno di prova hanno avuto la possibilita’ di chiedere l’ assegnazione provvisoria e quest’ anno hanno potuto chiedere il trasferimento.

Ricordo che  il concorso 2018 ha riguardato principalmente del personale non piu’ giovane, abilitato e con tantissimi anni di precariato alle spalle, tale concorso e’ stato regionale, per cui spesso la prima sede di assegnazione e’ avvenuta anche a 200-300 km di distanza dalla propria residenza, creando ancora una volta l’ ennesima situazione di disagio  per molti neoassunti che adesso rivendicano il loro diritto a tornare almeno  tramite assegnazione provvisoria presso la propria provincia di residenza.

Noi insegnanti abilitati la continuita’ didattica l’ abbiamo garantita nei tanti anni di precariato, spesso nella stessa scuola, abbandonati dalla politica e dai sindacati, per cui cosa dovremmo pensare adesso che coloro che vengono assunti sui posti di quota 100, anche se non hanno un giorno di servizio, possono gia’ ora richiedere l’ assegnazione provvisoria?

E che dire della continuita’ didattica, quando per alcuni vale 5 anni minimo, per altri 2, per altri 1 e per altri addirittura zero, ma quando lo capiranno i sindacati e le forze politiche che questa situazione e’ inaccettabile e vergognosa?

Forse che non siamo tanti, ma l’ ingiustizia rimane ed e’ palese,  l’  averci escluso dalla mobilita’ in piena pandemia a Marzo e’ stato gia’ un incredibile “svista” , soprattutto se si pensa che forse ai dirigenti scolastici la mobilita’ in deroga sara’ concessa,  per non parlare  delle richieste puntualmente accolte dei precari non abilitati che puntavano addirittura ad entrare in ruolo senza nessuna selezione.

Ma dico era cosi’ difficile da pensare di escludere i docenti abilitati da tale vincolo a prescindere dall’ anno di assunzione in ruolo, e una volta fatta una legge sbagliata e’ cosi’ difficile rimediare?

Per cui spero che veramente qualcuno si accorga anche di questa situazione incresciosa e che si conceda anche a questi docenti di chiedere almeno l’ assegnazione provvisoria in deroga ad un vincolo che ripeto non puo’ andare ad interessare chi e’ da una vita nella scuola e che per una serie di coincidenze sfortunate ed assurde rischia sulla soglia dei cinquant’ anni di restare lontano dalla propria residenza chissa’ per quanto tempo ancora, calpestando il diritto alla famiglia e alla serenita’ lavorativa che deve essere sempre salvaguardato, anche perche’ con i nuovi concorsi tanti posti liberi verranno sicuramente occupati con il rischio concreto di non poter piu’ tornare a casa, alcuni saranno costretti a scegliere tra il lavoro e la famiglia.

In conclusione, noi docenti abilitati la nostra gavetta l’ abbiamo fatta e spesso subita durante tanti anni di silenzio assordante della politica e delle istituzioni, e’ ora che ci venga riconosciuto e restituito qualcosa anche a noi.

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