“Con un contratto ponte 3000 euro di arretrati e aumenti stipendio docenti e ATA a settembre”, INTERVISTA a Pacifico (Anief)

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La votazione in Senato del maxi emendamento riguardante la scuola e la riforma del reclutamento e formazione del decreto 36 slitta a lunedì. “Nel testo che arriverà in Senato ci sono modifiche che riguardano la possibilità di far inserire i precari in sovrannumero all’anno di formazione universitaria e di considerare come precario anche chi ha lavorato nella scuola paritaria” anticipa Marcello Pacifico, presidente Anief. Novità in arrivo anche per il rinnovo del contratto.

“Queste sono alcune delle richieste che il sindacato ha fatto – spiega Pacifico-. Nel testo, che ancora deve essere ufficializzato, si parla di quote di riserva. Noi a questo siamo contrari perché tutti devono avere accesso al percorso abilitante. Siamo contenti che alcune proposte di Anief siano state accolte, come per esempio l’inserimento ai Tfa sostegno anche a coloro che hanno 36 mesi di servizio, ma anche in questo caso siamo contrari alle quote di riserva, perché il fabbisogno di specializzati sul sostegno è troppo grande.
Un altro punto che sembrerebbe passato riguarda una semplificazione dell’esame finale dopo l’anno di prova, noi come Anief chiedevamo direttamente di abolirlo”.

C’è stata quindi qualche apertura, siete soddisfatti?
Assolutamente no, queste aperture non risolvono il problema del precariato, non risolvono l’abuso da parte dello Stato italiano dei contratti a termine, non si risponde alla denuncia che Anief ha visto accolta dal Comitato dei diritti sociali rispetto alla legge 107. Non si risponde alla Raccomandazione europea in cui si invitava l’Italia a prevedere un percorso chiaro, e quindi quello che noi chiamiamo doppio canale di reclutamento. Tutto questo non c’è. Se il testo definitivo sarà questo, Anief presenterà un nuovo reclamo collettivo al Comitato europeo dei diritti sociali e avvierà dei ricorsi avverso l’esclusione dei precari dalle quote di riserva per conseguire la specializzazione o l’abilitazione. Così il problema della supplentite potrebbe persino aggravarsi. Il governo prevede di assumere 30 mila persone ogni anno dal 2024 a fronte di 210 mila posti vacanti di quest’anno.

Cosa succederà alla carta del docente e i posti sul potenziamento? C’è l’ipotesi che vengano tagliati
Il governo ha fatto un passo indietro sulla carta docenti. Hanno trovato le risorse e non si taglieranno i posti sul potenziamento. Hanno poi rimandato alla contrattazione la definizione delle regole per l’assegno sull’incentivazione alla formazione.
Non siamo comunque contenti perché, se siamo riusciti a tenere intatta la carta docenti dopo le vittorie recenti in Corte di Giustizia europea, tuttavia continuiamo a pensare che si violi la norma comunitaria che prevede che la formazione si debba fare in orario di servizio e sia retribuita.

Passando invece al rinnovo del contratto. Prossimo incontro all’Aran il 28 giugno. Bianchi ha parlato di contratto ponte, in linea con quanto richiesto da Anief
Siamo contenti per il personale perché l’inflazione è troppo alta. Si parla di più di 3000 euro lordi di arretrati a settembre e di circa 110 euro lordi di aumenti.

Arretrati a settembre?
Se si firma ad agosto, come previsto dal ministro, gli arretrati si avranno a settembre. Per firmare un contratto ad agosto però pretendiamo che il governo si impegni ufficialmente a recepire ulteriori risorse nella prossima legge di bilancio per onorare l’impegno preso nel patto per la scuola, ovvero dare risorse aggiuntive al personale della scuola. Per firmare ad agosto, inoltre, bisogna che in Aran, al prossimo incontro, ci sia un testo nuovo e sintetico e che gestisca anche il lavoro agile del personale amministrativo e che si chiarisca sul diritto alla disconnessione.
Siamo contenti del contratto ponte perché è la posizione originaria di Anief. Avremmo voluto cambiare molto, ma riteniamo più grave la perdita d’acquisto e urge un intervento. Siamo disponibili poi ad aprire una nuova discussione per il triennio contrattuale in base alle risorse che il governo metterà in campo. Oggi è necessario chiudere subito questo contratto e quindi rispondiamo sì al ministro.

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