Con riforma esami di Stato, Bussetti sottovaluta loro importanza. Lettera

di redazione
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Inviato da Gianni Mereghetti – Con gli esami di stato del 2019 scomparirà la tesina e il colloquio, ha dichiarato il ministro Marco Bussetti, “partità da spunti diversi compresa anche l’alternanza scuola lavoro“.

Il ministro ha poi voluto giustificare la ragione dell’eliminazione della tesina affermando che “al centro dei cambiamenti c’è il rispetto per il percorso svolto dagli studenti, deve essere premiato il loro lavoro, la loro esperienza a scuola”.

Tradotto in soldoni la verità è una sola, che si butta via più di un decennio di esperienza per far diventare il colloquio degli esami di stato una pratica scialba e senza punte di interesse. Gli studenti e le studentesse dovranno da una parte rispondere alle domande disciplinari su cui hanno sostenuto verifiche e interrogazioni durante l’anno, dall’altra fare resoconti di quello che hanno fatto nell’ambito dell’alternanza. Niente di più grigio, tanto vale togliere l’esame!

Il ministro Bussetti sta perdendo l’occasione per dare agli esami di stato la fisionomia che meritano, quella di essere il momento in cui studenti e studentesse possano mettere in campo i loro interessi e documentare che hanno raggiunto il vero obiettivo di un percorso scolastico, quello di liberare le energie critiche e creative dei giovani. Un esame dove si dialoghi, dove ci si confronti, dove si comunichino nuovi tentativi, questo è l’esame di stato e non il puro ripetere quello che si è fatto durante l’anno.

Eppure il cambiamento che il ministro Bussetti ha fatto della prova di italiano, dando molto spazio alla criticità, lasciava presagire che anche il colloquio avrebbe avuto questa impronta, invece no, la scivolata del ministro è stata pesante e quanto mai goffa, ha voluto un colloquio simile ad un asettico atto notarile. Altro che rispetto per il percorso svolto dagli studenti, altro che valorizzazione del loro lavoro, un colloquio quale quello immaginato da Bussetti è un grave atto di sfiducia nei confronti della maturità dei giovani.

Con un colloquio di tal fatta Bussetti pensa che i giovani d’oggi non abbiano interessi, non siano capaci di usare la ragione e non siano critici. Più che l’eliminazione della tesina è questo che amareggia tanto, questa sfiducia nei confronti dei giovani.

C’è ancora da sperare che gli insegnanti salvino questo esame, mettendo studenti e studentesse nelle condizioni di dimostrare le loro capacità critiche e creative.

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