Con la tesina di terza media che cosa valutiamo? Lettera

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Inviato da Elena Muzzani – Gentilissima Ministra Azzolina, chi le scrive è un insegnante di scuola media di primo grado.

Una vecchia insegnante, in odore di pensione.
Faccio il mio lavoro con coscienza e in ultimo mi sono misurata con la didattica a distanza.
Pacchetto completo: videolezioni, classroom, meet e mail ecc.

Con fatica ho ingranato e fatto ingranare i ragazzi.
Certo non mi ha aiutato per diversi alunni il fatto che Lei, con le migliori intenzioni, abbia annunciato “tutti annessi alle classi e agli esami”. Già da moltissimi tempo l’ammissione all’esame di terza media è di fatto assicurata, come la promozione allo stesso.
Che bisogno c’era?
Quel piccolo spauracchio teneva lì quelli che, come si diceva alla vecchia maniera svogliati e disinteressati, ora sono quelli che Tu docente devi motivare e se non lo fai è solo colpa tua che sei “fissata” sulla sintassi, sulla rielaborazione ecc.
Bene ora le pongo una sola domanda.

È stato abolito l’esame alla primaria, ed è rimasto quello delle medie.
Prima con Invalsi e quattro scritti, poi Invalsi obbligatoria, ma che non incideva nel voto di uscita. Incideva tantissimo e ahimè forse inciderà ancora non per la valutazione del singolo studente ma, nella valutazione della scuola e di fatto, per i dirigenti scolastici, badi bene ora si chiamano e sono dirigenti, non presidi in un’ottica aziendale si dirige, in base a costi, benefici e profitti. Sui costi comprendo, ma sui profitti? Se c’è una cosa certa nella pedagogia è che gli adolescenti evolvono, cambiano in meglio e in peggio, perciò i profitti alias risultati si vedono un pochino, un POCHINO, nel biennio superiore.

Mentre noi i risultati ai dirigenti li dobbiamo dare ad aprile.
Ebbene arrivo al punto. L’esame di terza media come lo ha pensato e arrangiato pare essere una tesina, di qualcosa di scritto, che va spedita alla scuola, non un Power point, un percorso da presentare all’orale.
Una tesina. Mi chiedo e le chiedo a chi va spedita: alla commissione, consiglio di classe? Coordinatore (lettere o matematica)? Poi che succede?
Chiedo o si abolisce in toto, oppure visto che, tranne casi eccezionali, la mia è una scuola 2.0, si potrebbe prevedere che sì inviasse il lavoro, e poi che sia lo studente a presentarlo. certamente sarebbe un esame virtuale in videoconferenza, se ci fossero le condizioni, sono convinta che come è dimostrato le condizioni ci siano.

Le faccio presente che internet è pieno zeppo di tesine già fatte, che genitori, zii e parenti sono pronti a far fare bella figura e allora Le chiedo cosa e chi valutiamo? e cosa capiamo del ragazzo, non sarebbe interessante e stimolante dover gestire un po’ di tensione, quando deve prendere sul serio ciò che sta facendo? La mia è una proposta.
Spero possa esserle di aiuto in una riflessione e un ripensamento.
Veda lei.
La saluto

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