Con la Legge di Bilancio arrivano Quota 104 e disincentivi, Anief rivendica misure per docenti e Ata: lavoro usurante, riscatto anni di studio, agevolazioni fiscali e investimenti previdenziali

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Dalla bozza del disegno di legge che contiene la manovra di bilancio 2023/2024 spuntano dettagli ulteriori sui requisiti per lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai parametri assurdi imposti dalla Legge Fornero, la n. 92 del giugno 2012: dal 2024 Quota 103 diventa Quota 104, con l’uscita anticipata che passa da almeno 62 a 63 anni, sempre avendo 41 anni di contributi, con l’introduzione pure di meccanismi che disincentivano sempre più economicamente a lasciare il servizio.

Inoltre, Ape Sociale e Opzione Donna confluiscono in un unico fondo per la flessibilità in uscita: questo permetterà di lasciare il lavoro a 63 anni di età e 36 di contributi però solo a caregiver, disoccupati e a chi rientra nei lavori gravosi, ai disabili e alle donne.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il passo indietro del Governo su Opzione donna e Ape sociale ha inaccettabile in assoluto, ma in particolare per i dipendenti della scuola. Rimane sempre più importante introdurre una deroga per tutti i docenti e il personale Ata, perché svolgono mansioni che comportano alla lunga una percentuale di burnout altissima: riteniamo di pensare che i dati ufficiali non vengono resi pubblici dai ministeri preposti, proprio perché si evidenzierebbe il problema”.

“A questo punto, però, chiediamo di non indugiare più: il lavoro a scuola va considerato usurante e la formazione universitaria, come altri tipi di contributi accumulati negli anni, devono essere riscattati gratuitamente. Come pure occorre introdurre agevolazioni fiscali e investimenti appropriati per le pensioni complementari, per rivalutare quello che ad oggi rimane un contributo figurativo da parte dello Stato”. Pacifico ricorda “che chi governa la scuola deve ricordare che il personale che vi lavora è il più vecchio al mondo, con una percentuale altissima di malattie invalidanti dopo i 60 anni e una percentuale di dipendenti infinitesimale sotto i 30 anni”.

Anief consiglia nel frattempo i lavoratori della scuola a chiedere il riscatto degli anni di formazione e universitaria già da precari e di procedere con l’adesione alla pensione complementare Espero, oltre che avviarne una parallela bancaria: per la pensione complementare bancaria il sindacato ha attivato la convenzione con Banca Mediolanum al cui consulente si può chiedere una simulazione gratuita appropriata.

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