Con la didattica a distanza la scuola supera la prova di resilienza imposta dalla pandemia. Lettera

Stampa

inviata da Sabrina Gallà – È trascorso ormai un anno da quando il mondo intero ha iniziato ad attraversare un TEMPO non ordinario, per certi versi paragonabile ai grandi sconvolgimenti bellici del secolo scorso. La pandemia da coronavirus colpendo tutti e tutto ha amplificato le nostre vulnerabilità anche e soprattutto nel rapporto con la tecnologia, interrogando prioritariamente il mondo della scuola su come questo rapporto debba evolversi nel prossimo futuro.

Abbiamo assistito a un ‘invasione del reale’ nel digitale. La contrapposizione, spesso proposta, fra un “mondo reale positivo” e un “mondo virtuale negativo” è stata fortemente ridimensionata nel momento in cui il digitale è divenuto quasi l’unico spazio possibile di relazione e di condivisione in tempo reale. Dobbiamo però prendere atto dell’arretratezza nel processo di digitalizzazione in cui si trovava la nostra scuola un anno fa e del salto epocale compiuto in pochissimi mesi.

La scuola è ANDATA AVANTI, si è adeguata al nuovo modo di lavorare in smartworking riuscendo a convogliare tutti, anche i ragazzi meno abbienti, che pure attraverso il più semplice degli smartphone in commercio, ha saputo rispondere alle nuove esigenze didattico-educative. Nel mondo scuola, insieme agli inevitabili sconvolgimenti psicologici dovuti alla deprivazione sensoriale e di stimoli esterni si è però presentato un miglior contatto con il proprio mondo interiore, emerso da una più attenta consapevolezza riguardo ai valori della vita che ha motivato l’impegno degli educatori-insegnanti. Ogni docente, lavorando giorno per giorno con i propri alunni, sta cercando di costruire un nuovo modo di vivere e di pensare, all’insegna di una rigenerazione della mente e dello spirito.

Un insegnante, oggi più che mai, infatti, deve riuscire a mettere in primo piano quella relazione speciale tra “maestro e allievo” che implica la capacita di cambiare, di trasformarsi, di andare fuori dal proprio sé precedente divenendo un sé nuovo attraverso l’altro. Ed ecco che la scuola attraverso la famigerata DAD, che sarebbe più opportuno definire EAD (educazione a distanza), supera la “prova di resilienza” sapendo di dover dare risposte per una forma e una qualità del futuro dei nostri giovani. Saranno infatti, credo, le lezioni etiche che sapremo trarre da questa vicenda e dalle conseguenti scelte comportamentali che inizieremo a costruire, insieme ai giovani, le basi per il prossimo futuro. Un futuro sicuramente difficile, quello che ci aspetta, che necessita di costante riflessione sui limiti della nostra dimensione di essere umani.

La storia c’insegna che proprio all’indomani delle grandi tragedie la nostra civiltà è stata capace di risollevarsi e di concepire i progetti migliori, impegnandosi in essi con spirito di grande collaborazione. Lasciamo allora che la scuola vada AVANTI, scegliendo, per il momento, la via del digitale che, avendo ormai superato il difficilissimo impatto iniziale, ci consente di sfruttare al massimo le sue potenzialità dando alla società educante un’alternativa valida che metta al primo posto la salvaguardia della SALUTE, bene prezioso senza il quale nessuna attività umana potrebbe essere concepita. Tutto questo, ovviamente, augurandoci di superare quanto prima questo TEMPO non ordinario, ma resiliente, per riappropriarci di un nuovo TEMPO che, arricchitosi di tutte le novità tecnologiche, sappia integrarle in una “unità armoniosa” .

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur