Con la crisi di governo la scuola è in pieno caos. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – I rumors sulla crisi di governo in atto e il paventato ricorso alle elezioni anticipate stanno agitando le acque nel mondo dell’istruzione perché la scuola è il settore più vulnerabile alle crisi di governo.

Con l’interruzione della legislatura improvvisa vengono purtroppo a cadere molti dei provvedimenti e disegni di legge sulla scuola ancora in atto di approvazione finale. Ci riferiamo ai concorsi che dovranno essere banditi come quello dell’infanzia e della primaria e quello della secondaria, il cui bando era previsto per la fine del 2019.

Ma ciò che sconcerta e fa imbufalire il personale docente, con la crisi di governo, l’ulteriore rinvio del contratto collettivo del comparto scuola, la cui intesa è stata firmata dall’esecutivo in carica e i sindacati confederali. Innescare una crisi di governo in questi frangenti rappresenta un forte rischio per l’economia italiana, già disastrata, con il paventato terrore di dover incorrere nell’esercizio provvisorio del bilancio dello stato. Questo aggraverebbe maggiormente la situazione economica dello Stato con gravi ripercussioni in Europa.

Abbiamo, infatti, importanti appuntamenti europei come la designazione del commissari italiani nella UE e la presentazione a settembre del DEF, cosa che avverrebbe in piena campagna elettorale.

Al di là di tutto ciò la situazione della scuola italiana con la caduta dell’esecutivo nazionale si aggraverebbe di più e l’anno scolastico si aprirebbe nel caos più totale con molti provvedimenti che cadrebbero nel vuoto generando sconforto tra il personale dell’istruzione.

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