Con il vincolo dei cinque anni i posti delle regioni del nord non saranno mai coperti, a meno che non si offra stipendio di 2.000 euro. Lettera

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Libero Tassella SBC – Io credo che la proposta di SBC per una revisione del blocco quinquennale previsto per tutti gli immessi in ruolo dall’ 1.9.2020 sia l’unica di buon senso, putroppo non portata avanti avanti in nessuna mozione presentata con la legge di Bilancio anche se contro il blocco sia l’On Fioramonti sia l’On.Bucalo hanno presentato mozioni.

La proposta di SBC potrebbe essere realizzata solo se ci fosse volontà politica in questa legislatura che putroppo non c’è , vista la rigidità della stessa ministra Azzolina e dal suo partito.

I cinque anni di fermo costituiscono un “tappo” per le stabilizzazioni, tenendo conto che non si tratta di scapoli e di nubili tra i 20 e i 30 anni siciliani, pugliesi campani, sardi, lucani, calabresi, che si trasferiscono al Nord.

Come si è visto i posti vacanti sono rimasti tali durante le operazioni di immissioni in ruolo in gran maggioranza quest’anno.  Lo stesso accadrà il prossimo anno.

I docenti prendono 1400 euro mensili e non riescono a sopravvivere tra viaggi, fitti e utenze da pagare se poi si aggiunge il vitto, lavorano quasi gratis.

Questo avvalora la regionalizzazione della scuola l’autonomia differenziata, le regioni del Nord sono pronte a contratti regionali incrementati di 300 400 euro per rendere appetibili per gli insegnanti i posti in Piemonte, in Lombardia, in Emilia, in Friuli, in Liguria, in Toscana.

Infatti tra breve il Nord, se continua la politica dei blocchi, sarà condannato ad avere docenti, supplenti neo laureati con MAD o dovrà chiedere docenti dall’estero con un’offerta formativa sempre più scadente.

Paradossalmente stiamo spianando la strada all’autonomia differenziata, molti docenti sarebbero disponibili infatti a trasferirsi al Nord non con 1400 di retribuzione ma con 2000 sì.

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