“Con i fondi del Pnrr si investa nell’istruzione”: la protesta degli studenti davanti al Ministero

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Siamo qui oggi, come altri studenti di altre 40 città italiane, per chiedere più investimenti per l’apparato scolastico. Crediamo in un nuovo modello che da troppi anni sta subendo tagli e non vede più gli studenti come futuri cittadini da formare”. 

Così all’Adnkronos Valeria, rappresentante del liceo classico ‘Pilo Albertelli’ di Roma durante la mobilitazione studentesca partita oggi da Piramide alle ore 10 per poi fermarsi davanti al Miur.

Non siamo solo voti e numeri ed è stressante stare tra i banchi di scuole con l’unico obiettivo della valutazione o di un esame di maturità. Non dobbiamo stare al di sotto della piramide della scuola, ma al vertice. Vogliamo ribaltare il sistema perché noi siamo la generazione dalla quale bisogna ripartire e vogliamo essere messi al primo posto. Se non avremo risposte dal governo, continueremo a manifestare, anche a costo di fare lezioni fuori dalla scuola. Adesso, con questa grande sfida del Pnrr, pretendiamo che ci siano dei fondi per l’istruzione, perché non è possibile andare avanti così“.

‘Vogliamo essere ascoltati’ si legge su uno degli striscioni che gli studenti hanno esposto durante il corteo. Tra di loro c’è anche Giulia, rappresentante del liceo statale Augusto di Roma: “Stiamo vedendo la nostra scuola e il nostro futuro cadere a pezzi. Le condizioni dei nostri istituti sono pietose da tantissimi anni e non abbiamo più spazi per noi e per organizzare assemblee. Non c’è più socialità e la scuola sembra stia diventando un’azienda. Questo a noi non piace, perché la scuola è nostra e non è solo didattica. Bisogna che ci sia un’apertura al dialogo e al confronto con gli studenti. Continueremo a manifestare fino a quando non verremo ascoltati, anche con mobilitazioni più grandi di questa“.

Le stesse rivendicazioni arrivano anche dal mondo dell’università: “Dobbiamo ripartire da zero, che è la stessa cifra che è stata messa in legge di bilancio riguardo i trasporti o le borse di studio. Chiediamo – spiega Giovanni, coordinatore nazionale del sindacato studentesco ‘Unione degli universitari’ – 17 mld di investimenti sull’istruzione, per poterla rendere completamente gratuita. Attualmente, uno studente paga tra i 5 e gli 11mila euro l’anno per sostenere i suoi studi universitari e bisogna abbattere questi costi insostenibili. Chiediamo azioni concrete e non le solite promesse. Riempiremo ogni piazza se sarà necessario, perché ci siamo stancati diuna politica che non pensa ai giovani e al loro futuro“.

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