Con emergenza Coronavirus come potrei pensare a studiare per il concorso scuola a crocette? Lettera

Lettera

inviata da Giulia D’Amico  – Gentile ministro Azzolina, come fa a pensare ai concorsi in questo momento?

Gentile redazione, ma soprattutto stimati colleghi, amati studenti: preferisco rivolgermi a voi, la platea con la quale mi confronto ogni giorno, di presenza fino a pochi giorni fa, via webcam adesso.

Vi prego, perdonate il nostro ministro dell’istruzione attuale se adesso, in questo momento di profonda crisi individuale e di enorme confusione generale, si stia preoccupando dei concorsi, annunciando date, “volendo rassicurare” che la pubblicazione dei bandi è vicina.

Scusate se non sta prendendo misure urgenti per favorire chi non ha i giga sufficienti per le videochiamate con i prof, per pensare una modalità congrua al periodo per chi deve sostenere l’esame di terza media, e soprattutto quello di Stato, senza sminuire o umiliare il lavoro dei nostri ragazzi in questi anni di studio e carriera.

Scusate colleghi, voi che avete superato prove abilitanti e concorsi quando non erano un lusso né un privilegio, scusate se in questi giorni vi sto aiutando con i programmi di videoscrittura, ad usare le applicazioni per le videochiamate, ad escogitare percorsi didattici interessanti ed interattivi.

Scusate ragazzi miei, voi che mi avete accolto nelle vostre aule quest’anno con amore e disponibilità, scusate se vi incoraggiato ad iscrivervi e ad esercitarvi per certamina che non si svolgeranno; scusate se ai compiti, alle domande, ai quiz, ai temi preferisco le videochiamate per sorridervi, per leggere insieme Manzoni, per amare i classici, e poi per salutarvi con un bacio; scusate se sto cambiando la programmazione , ma penso che sia importante per voi riflettere e ragionare sul momento attuale sotto la guida di chi (Edipo, Pericle, Renzo e Lucia) hanno vissuto momenti simili.

Scusate tutti, ma io davvero non riesco a studiare per un concorso troppe volte millantato imminente.

Scusate , ma ho un marito medico per il quale prego ogni giorno quando esce di casa e quando torna la sera.

Scusate, ma il mio bimbo di 18 mesi ha bisogno di me adesso che non può seguire la sua routine dell’asilo mattutino, con le maestre allegre e i compagnetti piccini come lui: adesso ha bisogno di avermi vicina quando guarda gli uccelli volare solo attraverso una finestra, quando prende lo zainetto e indica la porta di casa, mentre io , tristemente, devo dire “ l’asilo è chiuso “.

Scusate, ma se volete assumerci, se volete dare dignità a tutti quelli, tantissimi, che da anni non dico lavorano bensì amano la scuola , con tutte le forze e con tutti gli innumerevoli contratti da supplenti, da precari, sperando ogni giorno di settembre in una chiamata da qualche scuola pronta ad accoglierli, allora non usate anche adesso la parola concorso solo per propaganda politica.

Non è più il momento delle promesse, dei grandi numeri nei posti di lavoro “offerti” .

Scusi cara Ministro, ma non ho voglia né animo di studiare per un concorso a crocette sulle materie che insegno da anni ma che, inevitabilmente, può tendermi un brutto tranello: perché lei lo sa, caro ministro, che le migliori strategie didattiche ed educative tendono ad allontanare la sterile ricezione a memoria di date, nomi e frasi chiave, ma puntano semmai alla cooperazione tra discenti, all’ inversione dei ruoli insegnante-alunno nella formulazione delle lezioni…

Scusate tutti, se il prossimo anno non potrò insegnare perché non supererò un concorso a crocette, ma mi spiegate adesso, in Italia, nel mondo, come potrei studiare?

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