Con didattica a distanza spazio alla storia contemporanea. Lettera

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Inviata da Mario Bocola – Con la didattica a distanza sarebbe opportuno postare sulla bacheca del registro
elettronico oppure su altre piattaforme per gli studenti video, filmati e mappe di storia contemporanea.

Gli studenti, infatti, non conoscono la storia contemporanea,
ignorano gli avvenimenti più recenti (guerre, personaggi, cause, effetti) e fanno molta confusione nel tracciare la linea del tempo. Si continuano ancora a studiare gli Assiri, i Babilonesi, gli Egiziani, la storia greca e romana, mentre si tralascia la storia contemporanea, l’età presente, il recente passato, nel quale lo studente vive e si confronta.

Occorre dare maggiore spazio alla storia contemporanea, capire e
interpretare le vicende del nostro tempo, il perché certi fatti avvengono, leggere i collegamenti con la storia passata e porsi le domande del come mai alcune situazioni si presentano oggi, alla luce dell’aforisma di Giambattista Vico dei corsi e ricorsi storici. Lo studio della storia contemporanea è fondamentale per capire le dinamiche sociali, storiche, antropologiche, culturali che hanno cambiato la storia del mondo e chiedersi il perché. La storia contemporanea è ricca di avvenimenti come le due guerre mondiali, i regimi totalitari, il dopoguerra, la guerra fredda, il Medioriente etc, fatti che gli studenti ignorano e non ne conoscono sia le cause che gli effetti.

Allora perché studiare i popoli antichi se non sappiamo cosa accade oggi intorno a noi. Leggere la contemporaneità non significa affatto fare revisionismo storico, ma significa vivere il nostro tempo alla luce di ciò che accade nel mondo. Si provi a chiedere agli studenti cos’è il compromesso storico tra Moro e Berlinguer, si provi a chiedere perché è scoppiata la guerra de Golfo, la guerra della ex Jugoslavia.

La risposta inevitabile sarà: non so o meglio ancora, secondo le mode giovanili: Boh!

Per questo motivo occorre cambiare la struttura dello studio della storia nei diversi cicli d’istruzione e, quindi, dare maggiore spazio nei programmi scolastici, all’approfondimento della storia contemporanea.

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