Il Comune di Milano ci ripensa e trova un accordo per i fondi alle paritarie

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GB – Il comune di Milano è venuto ad un accordo con la rete delle scuole legate alla chiesa o agli ordini religiosi sui fondi da destinare alle scuole materne paritarie.

“Dall’anno prossimo non ci saranno più finanziamenti a pioggia come in passato, ma fondi alle singole famiglie che hanno problemi economici e che vogliono mandare i figli negli asili privati”, spiega l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli, che pochi giorni fa aveva annunciato il taglio di 1,2 milioni dei 3,6 inizialmente previsti per le strutture per l’infanzia
paritarie.

GB – Il comune di Milano è venuto ad un accordo con la rete delle scuole legate alla chiesa o agli ordini religiosi sui fondi da destinare alle scuole materne paritarie.

“Dall’anno prossimo non ci saranno più finanziamenti a pioggia come in passato, ma fondi alle singole famiglie che hanno problemi economici e che vogliono mandare i figli negli asili privati”, spiega l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli, che pochi giorni fa aveva annunciato il taglio di 1,2 milioni dei 3,6 inizialmente previsti per le strutture per l’infanzia
paritarie.

In vista del rinnovo della convenzione col Comune, questi enti hanno chiesto un incontro per discutere i tagli.

“Abbiamo condiviso che i bambini sono tutti uguali si legge nel loro comunicato che è necessario avere più cura delle fasce deboli della popolazione e che scuole comunali e paritarie fanno parte dello stesso sistema integrato”.

L’assessore Cappelli ha spiegato chiaramente: “Il taglio totale dei finanziamenti comunali metterebbe in ginocchio molte famiglie che vanno alle scuole cattoliche, servizi che comunque sul territorio coprono anche i buchi della nostra rete. Non bisogna discriminarle”.

Gli enti religiosi hanno ottenuto la promessa dell’assessore di una nuova discussione per avere almeno una parte dei fondi
nel prossimo anno scolastico:
“Auspichiamo che il consiglio comunale, approvando il Bilancio, garantisca sia servizi sociali fondamentali sia il contenimento della spesa, mediante tagli agli sprechi e non a un diritto primario quale la scuola”.

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