Comune di Vicenza risarcirà venti precari storici per illegittima reiterazione contratti di lavoro a tempo determinato

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E’ stata vinta la causa promossa dalla CUB Pubblico Impiego che ha visto 20 precarie storiche ricorrere contro il Comune di Vicenza per l’illegittima successione di contratti di lavoro a tempo determinato.

Il Comune di Vicenza è stato condannato, oltre alla rifusione delle spese legali, anche al risarcimento del danno che va da 8 fino al massimo previsto di 12 mensilità per ciascuna lavoratrice. Il totale complessivo del rimborso da parte del Comune di Vicenza è ancora da quantificare ma si aggira verosimilmente intorno ai 400 mila euro.

A ciò si aggiunge, non meno importante, la ricostruzione della carriera delle lavoratrici con il riconoscimento dell’anzianità maturata a seguito del susseguirsi dei contratti a tempo determinato. Le motivazioni della decisione sono contenute nel testo definitivo della sentenza n.827/2016 e saranno rese note tra 60 giorni, tuttavia è presumibile che il Giudice del Lavoro di Vicenza, dott.ssa Giulia Beltrame, abbia ritenuto che non ci sia stato alcun evento tale da giustificare una così elevata reiterazione di contratti a tempo determinato: si sottolinea che tra le ricorrenti, ve n’è una che ha accumulato più di 220 mesi di servizio a tempo determinato, lavorando nello stesso posto di lavoro, a riprova del fatto che questo personale occupava posti vacanti d’organico.

Il ricorso delle lavoratrici è stato depositato nel dicembre 2011: via via che il processo avanzava, si sono susseguite la condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea per l’elevato numero di precari nella pubblica amministrazione e le sentenze dei giudici di legittimità e costituzionali che hanno dato esecuzione alla prima sentenza.

In particolare la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16226 del 2016 ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a chi ha lavorato per più anni con contratti a termine, ma non l’assunzione a tempo indeterminato.

Una vittoria parziale, quindi, per alcune lavoratrici che ancora non hanno un lavoro stabile. Un risarcimento del danno concreto, invece, con il riconoscimento giuridico dell’anzianità di servizio, per il personale insegnante che ora lavora in ruolo allo Stato. Ringraziamo l’avvocato Edoardo Bortolotto di Vicenza per avere seguito con passione questo che, in realtà, è uno dei primi ricorsi vinti per quanto riguarda i precari storici degli enti locali e dei comuni in Italia.

La CUB Pubblico Impiego ha sostenuto con convinzione questa vertenza legale: il Comune di Vicenza ora deve seriamente cambiare rotta e investire in stabilizzazioni di personale precario, in particolare di personale ausiliario, da impiegare nelle scuole e nei nidi comunali per poter garantire continuità didattica e un servizio pubblico di qualità.

Luigi Casali coordinamento CUB Pubblico Impiego – Confederazione Unitaria di Base

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