Il comune di Bologna continua a finanziare anche le sue ex scuole, cedute allo Stato

di Giulia Boffa
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Red – Il Comune di Bologna spende molto di più per l’istruzione del milione di euro che si risparmierebbe se al referendum vincesse l’opzione B, cioè il NO al finanziamento delle paritarie.

Lo dimostra la rivista on line affaritaliani.it, che pubblica anche i documenti a conferma delle spese sostenute dal Comune.

Red – Il Comune di Bologna spende molto di più per l’istruzione del milione di euro che si risparmierebbe se al referendum vincesse l’opzione B, cioè il NO al finanziamento delle paritarie.

Lo dimostra la rivista on line affaritaliani.it, che pubblica anche i documenti a conferma delle spese sostenute dal Comune.

Il Comune di Bologna ha speso 11 milioni di euro nel 2009, 9 milioni di euro nel 2010 e circa 8 milioni nel 2011 (ultimo anno consultabile) per delle scuole superiori, gli Istituti Aldini Valeriani e Sirani che sono diventate statali a partire dall’anno scolastico 2008/2009 con  delibera del consiglio comunale (PGN 183443/ 2008 del 28. 01. 2008 data in cui l’attuale sindaco Virginio Merola era assessore all’urbanistica). Ecco come recita le motivazione della delibera sdi cessione: “non avendo il Comune alcuna competenza in materia di istruzione superiore, e rischiando di non poter nemmeno garantire, in relazione agli assetti della finanza locale, le risorse adeguate alle esigenze dell’istituto”, ma in realtà continua a versare i finanziamenti di cui sopra.

Bologna non ha operato come Firenze, che ha anch’esso ceduto allo Stato le scuola medie superiori Da Vinci, anticamente scuola comunale e di cui il Comune pagava il personale, passandone però anche i costi; se lo facesse Il Comune di Bologna potrebbe recuperare  8 milioni pagati nel 2011 e altri 11 milioni dei 33 con i quali paga le scuole d’infanzia.
 

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