Compiti per Natale, grazie Ministro Bussetti! Lettera

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Inviato da Maurizio Parodi – Non si tratta della Circolare annunciata, e oggetto di esecrazione preventiva da parte della stragrande maggioranza dei docenti, e non si riferisce espressamente al tema in questione, ma al “S.S. Natale 2018”, senza neppure riportare la consueta intestazione ministeriale e il canonico numero di protocollo.

In altre parole, non si tratta di un documento istituzionale, ma semplicemente di “un biglietto di auguri natalizi” che “a distanza di tempo sarà del tutto impossibile rintracciare”.

La nota giunge alle scuole tardivamente, quando i compiti per le vacanze, sempre più soverchianti, oltreché assurdi, sono stati assegnati da tempo, e appare molto timida rispetto ai già blandi annunci che l’hanno preceduta: il Ministro esortava, e con estrema cautela, a “diminuire i compiti per le vacanze”, nemmeno a evitarli, ma il testo finale risulta ancora più pavido giacché si limita ad auspicare la “riflessione” sul tema.

L’invito è comunque apprezzabile, nella sostanza, per almeno tre buone ragioni.

– Il Ministro invita a “riflettere anche collegialmente, sul carico di compiti che saranno assegnati durante le vacanze”; una “riflessione” doverosa che però non avviene a livello delle singole classi, meno che mai nei collegi dei docenti: gli insegnanti operano nella reciproca ignoranza, ciascuno dà i propri compiti come fossero i soli da svolgere (non sanno cosa abbiano deciso i colleghi, non se ne preoccupano), e gli studenti, anche i bambini della scuola primaria, persino quelli che frequentano le scuole a tempo pieno, si ritrovano con un carico di lavoro domestico insostenibile, stressante quando non doloroso (ma di sofferenza profonda si tratta, soprattutto per gli studenti svantaggiati cognitivamente o deprivati socialmente, economicamente).

L’esortazione dovrebbe risultare irriguardosa nei confronti dei docenti (se non fosse ampiamente giustificata) che invece si scandalizzano per l’ingerenza del ministro, senza neppure avere la decenza di tacere su di una grave mancanza di attenzione pedagogica e umana sensibilità (la riflessione sul “carico di compiti che saranno assegnati”) – riescono persino a non vedere gli zaini stracolmi e pesantissimi che i bambini sono costretti a portare tutti giorni: insensibili ai problemi di igiene fisica, oltreché mentale, dei loro studenti.

– Il Ministro scrive: “Ritengo importante che i nostri ragazzi abbiano il tempo per ritemprarsi e svagarsi, stare con i propri cari, curare le proprie passioni, divertirsi, leggere, ascoltare musica, andare a vedere una mostra, praticare uno sport”. Ebbene, il richiamo dovrebbe risultare ancor più imbarazzante per gli insegnanti poiché non si tratta, qui, degli auspici, peraltro pedagogicamente commendevoli, di un ministro, ma dei diritti sanciti dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e palesemente ignorati allorquando si indulga a forme di pesante ingerenza (questa sì, grave e reale) nella vita degli studenti e delle loro famiglie che la scuola vorrebbe colonizzare ed esaurire come avviene nelle “istituzioni totali”. I compiti per le vacanze contraddicono i più elementari principi pedagogici e precludono il “diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…” riconosciuto al bambino e al ragazzo dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dallo Stato italiano il 27 maggio 1991, con legge n.176; in altre parole, violano una legge che impone il rispetto di bisogni fondamentali ai quali la “superiore” pianificazione del calendario scolastico intende garantire tutela formale e sostanziale: se il MIUR stabilisce per gli studenti (non per i docenti) periodi obbligatori di vacanza, cioè di riposo, ricreazione, svago, questi devono essere rispettati. L’assegnazione dei compiti impedisce il godimento della vacanza perciò si deve ritenere illegittima.

– Infine, la nota del Ministro, che sarebbe stata disattesa e osteggiata anche se avesse avuto i crismi dell’ufficialità, pur nella estrema prudenza dell’esortazione, può essere di un qualche conforto per tutti gli insegnanti che i compiti non li avrebbero dati “a prescindere”, segnatamente, gli oltre 800, di ogni ordine e grado, iscritti al gruppo Facebook: “Docenti e Dirigenti a Compiti Zero” che i compiti non li assegnano mai (figurarsi durante le vacanze) pur operando, da anni, in condizioni di normale esercizio delle scuole (senza aumentare l’orario scolastico, incrementare gli organici, richiedere finanziamenti…), spesso invisi ai colleghi, osteggiati dai genitori, e comunque ignorati dal Ministero, dalle Università, dai Centri di ricerca… Sono la dimostrazione vivente che una scuola senza compiti si può fare “qui e ora”, perché non la stanno sperimentando, la praticano da anni, pur tra molte difficoltà e incomprensioni, ma con soddisfazione, non solo professionale, ed esiti rassicuranti in termini di “qualità del servizio” e benessere degli “utenti”.

Perciò: grazie Ministro!

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