Compiti per le vacanze “alternativi”: come evitare l’uso della tecnologia nell’estate post-Covid19

Compiti per le vacanze: si o no? Da sempre i compiti per le vacanze sono un argomento molto dibattuto, in particolare tra docenti e genitori – ognuno con una propria filosofia in merito.

Infatti i detrattori dei compiti credono che sia il caso di far riposare del tutto gli alunni durante l’estate (e quindi che questi non vadano assegnati), mentre tra i sostenitori vige la convinzione che le giovani menti vadano tenute attive costantemente, e che i compiti estivi servano proprio a questo.

Alcuni studi e report hanno dimostrato come gli studenti a cui vengono assegnati meno compiti a casa ottengono voti migliori rispetto ai loro coetanei più carichi.

Tra questi, l’indagine PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study) della IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement), che ha come obiettivo la rilevazione delle competenze in lettura degli studenti al quarto anno di scolarità.

Tuttavia, è anche vero che, durante le vacanze, mantenere un occhio verso un “dovere” dalla scadenza non impellente può aiutare a sviluppare senso di autonomia e gestione del proprio tempo, che sono indispensabili nella vita.

La terza via

Tra le due posizioni summenzionate, c’è sempre tuttavia la possibilità di mediare: una terza via, in tal senso, è rappresentata dalle originali idee che hanno proposto, in tempi recenti, alcuni docenti e presidi italiani.

Questi ultimi hanno infatti reinterpretato il concetto di compiti per le vacanze, proponendo ai propri studenti di svolgere alcune attività benefiche per la società: ad esempio, pulire un tratto di spiaggia, di prato o bosco.

Un’ottima idea per sviluppare la competenza trasversale della cittadinanza e dell’educazione ambientale, come richiesto dall’Unione Europea.

Citando altre originali idee, è possibile ritrovare una semplice richiesta, che forse però per alcuni ragazzi risulta un vero e proprio sacrificio – più che i compiti tradizionali: “staccarsi dallo smartphone almeno per un giorno”.

Per fare cosa, in alternativa?

Delle proposte potrebbero essere:

– tenere un diario,

– coltivare un’amicizia,

– andare in un museo,

– aiutare la mamma nelle faccende domestiche.

E i più “stravaganti” possono anche fare dei laboratori di bridge: utile per allenarsi a fare i conti mentalmente, divertendosi,

al posto dei soliti vecchi problemi di aritmetica.

Vacanze tech-free

Cosa hanno in comune queste proposte?

Sono tutte scevre dall’uso della tecnologia: mai come quest’anno docenti e discenti sono stati a contatto con pc, tablet, smartphone e Internet.

Persino per l’intera giornata – a volte – data l’impossibilità di uscire di casa durante la quarantena.

Si tratta, questa, di una rivoluzione che ha toccato profondamente le vite di persone che, nella grande maggioranza dei casi, non erano abituate a un tale bombardamento di tecnologia.

Ciò va quindi, in qualche modo, compensato durante l’estate. Come? Cercando di riportare gli alunni verso una dimensione in cui la componente tecnologica sia limitata se non del tutto assente; ciò implica che – nella scelta dei compiti da assegnare – i docenti tengano a mente la modalità in cui possono essere svolti, prediligendo quella tech-free.

È consigliabile dunque anche farcapire ai ragazzi che l’importante non è tanto il risultato del compito, quanto il modo in cui viene svolto.

Pensiero critico e attività pratiche

Un ulteriore esempio di compito “alternativo”: si può chiedere agli alunni di riguardare gli appunti delle lezioni e, per ogni autore e ogni concetto, farsi domande e rapportarle a ciò che succede loro.

Questo compito elimina ogni possibilità di usare la tecnologia: si tratta di pensare, astrarre i concetti e ricontestualizzarli in una nuova realtà.

Si tratta, dunque, di sviluppare il pensiero critico in un contesto di relax -che poi probabilmente è quello dove tale tipo di pensiero funziona meglio.

Tuttavia, lo sviluppo della componente mentale va controbilanciato– soprattutto nei più piccoli – con delle attività pratiche: i bambini le amano perché sono stimolanti per una crescita indipendente, e riescono ad aumentare la fiducia in loro stessi.

E quindi, si può pensare di assegnar loro il compito di fare sport, o portare avanti per l’estate un lavoro manuale/artigianale, o ancora raffigurare la realtà delle proprie vacanze in un disegno.

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