Compiti per le vacanze agli studenti: sì o no? L’opinione di un esperto: “Inutili e dannosi”

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Mentre si avvicinano gli ultimi giorni di scuola, milioni di studenti italiani si preparano per la pausa estiva. Ma l’ombra dei compiti per le vacanze pesa su molti di loro, posticipando l’attività di studio fino al prossimo anno scolastico. Questo solleva un dilemma ricorrente: è giusto assegnare compiti durante l’estate?

Per il pediatra Italo Farnetani, la risposta è un deciso “no”. Farnetani sostiene che il tempo libero è importante quanto lo studio, un argomento che ha portato avanti per vent’anni. “Sono inutili e dannosi”, ha detto all’Adnkronos Salute, “ho visto dei progressi perché c’è stato un notevole dibattito e molti hanno preso posizioni meno favorevoli allo studio estivo”.

Farnetani, professore ordinario di Pediatria presso l’Università Ludes-United Campus of Malta, fornisce diverse motivazioni per il suo punto di vista. In primo luogo, sottolinea che una pausa estiva lunga non è dovuta alla necessità di vacanza dei docenti, ma serve per garantire un periodo di riposo agli studenti, per alleviare lo stress dell’apprendimento e per offrire opportunità di conoscere meglio l’ambiente esterno.

“Durante l’anno scolastico, gli impegni lasciano poco tempo per fare pausa”, spiega Farnetani, “un periodo di tempo libero in estate permette agli studenti di esplorare l’ambiente, imparare cose nuove e dedicarsi ad attività extrascolastiche”.

Pertanto, la prossima volta che si discute della necessità di compiti estivi, ricordiamoci dell’importanza del riposo e delle attività extracurriculari per il benessere e la crescita dei nostri studenti.

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