I compiti delle vacanze: metà dei docenti non li controlla

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Un sondaggio del portale specializzato Skuola.net ha evidenziato che i compiti delle vacanze non sono un peso solo per i ragazzi, ma anche per i docenti: questi ultimi infatti non li controllano.

La metà dei ragazzi li ha comunque svolti tutti o quasi e per di più senza l’aiuto di nessuno; uno studente su 4 non ha aperto libro e 1 su 3 si è avvalso dell’aiuto del web.

GB – Un sondaggio del portale specializzato Skuola.net ha evidenziato che i compiti delle vacanze non sono un peso solo per i ragazzi, ma anche per i docenti: questi ultimi infatti non li controllano.

La metà dei ragazzi li ha comunque svolti tutti o quasi e per di più senza l’aiuto di nessuno; uno studente su 4 non ha aperto libro e 1 su 3 si è avvalso dell’aiuto del web.

Circa il 24% degli studenti ha svolto tutto il carico di compiti assegnatogli dai professori prima dell’inizio delle vacanze estive, e un altro 32% lo ha fatto per la maggior parte. In pochi hanno accantonato i libri durante l’estate: il 26% ha deciso di non toccarli per nulla, mentre l’11% ha svolto giusto una minima parte dei suoi compiti.

il 30% dei ragazzi ha svolto i compiti avvalendosi dell’aiuto di Internet e di siti per studenti. Il 53% afferma che i compiti svolti sono tutta farina del loro sacco. Anche i genitori sono stati coinvolti nel lavoro dei figli, visto che l’8% dei ragazzi dichiara di essersi fatto dare una mano proprio da mamma e papà.

Sono pochissimi invece i ragazzi che affermano di aver subito un controllo dettagliato del loro lavoro, solo il 29%, mentre la metà, circa il 51%, dichiara che i suoi compiti sono stati visti a malapena.

Non pochi i professori indulgenti con i più pigri: il 20% dei ragazzi ha affermato che i propri insegnanti hanno chiuso un occhio di fronte ai compiti mancanti.

La materia meno sopportata continua a essere la matematica. Circa il 42% degli alunni ha confessato di aver svolto gli esercizi di questa materia di mala voglia, seguiti a ruota dalle ostiche versioni di latino e greco, indigeste al 32% dei giovani scolari.

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