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Compiti a casa sì, compiti a casa no

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red – Si è aperto il dibattito, dopo che il Ministro Profumo ha dichiarato la necessità di rivederne le modalità. Mentre in Francia comincia lo sciopero da parte dei Genitori. Una video intervista sulle posizioni discordanti.

red – Si è aperto il dibattito, dopo che il Ministro Profumo ha dichiarato la necessità di rivederne le modalità. Mentre in Francia comincia lo sciopero da parte dei Genitori. Una video intervista sulle posizioni discordanti.

Da ieri in Francia è comunicato un vero e proprio sciopero dei compiti, avviato da parte della FCPE (federazione dei genitori degli alunni): chiedono una scuola che dia possibilità agli alunni di recuperare i loro spazi e i loro tempi.

Il Minsitro ha aperto il dibattito anche in Italia, affermando che bisogna rivedere le modalità dei compiti a casa. "Una parte di compiti ci vuole – ha dichiarato – perché il fatto di essere impegnati direttamente rende i ragazzi responsabili e li aiuta a maturare". Ma bisogna affiancare anche "delle attività un po’ più libere, con una base logica forte, con capacità di sintesi e di analisi, magari lavorando insieme".

Il Ministro strizza l’occhio ad Internet e ai social network, suggerando attraverso l’uso dei linguaggi dei giovani e delle nuove tecnologie "un po’ più di complessità, un po’ più di connettività, lavoro da fare in parte insieme, in parte ognuno a casa sua, anche con orari più flessibili".

Alla proposta del Ministro ha risposto, affermando l’assoluta validità dei compiti assegnati a casa, Giorgio Israel, Professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma "La Sapienza, che ha affermato: "La scuola non è soltanto il luogo dove si acquisiscono le conoscenze e le capacità adatte a svolgere qualsiasi attività lavorativa, ma anche il luogo in cui si acquisisce l’attitudine a lavorare, che significa anche (o soprattutto) impegno, sforzo, sacrificio". "E’ la via maestra – ha continuato – per realizzare l’obbiettivo tanto proclamato dai pedagogisti “moderni”: la capacità di “saper fare”, di applicare le nozioni apprese, che non si stimola e non si verifica nelle attività collettive che spesso nascondono le magagne in un calderone indistinto. Di qui il ruolo dei “compiti a casa” di cui tanto si discute in questi giorni."

Compiti a casa sì, compiti a casa no

Lasciamo la parola alle maestre Mariangela e Marisa in questa intervista doppia realizzata dagli studenti di Pon Bregante. Buona visione

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