I compiti a casa sono profilassi della mente, del sapere e della conoscenza. Lettera

di redazione
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Mai come in questi ultimi tempi, i docenti assistono ad un proliferare di proposte e pareri da parte di esperti, o presunti tali, in campo educativo e didattico. Sono costretti a subire le analisi più disparate, ad ascoltare ed a leggere proposte di cambiamento che hanno solo il sapore dell’estemporaneità e dell’improvvisazione.

L’ultima novità, in attesa di conoscere il suo curriculum e la sua produzione scientifica, viene dal pedagogista,  funzionario del MIUR, Raffaele Ciambrone, che propone di far rimanere gli alunni delle elementari e delle medie, tutto il giorno a scuola con l’obiettivo di eliminare i compiti a casa.

Peccato che la proposta, come del resto tante altre, a meno che non stia nascosto da qualche parte, manchi di un adeguato impianto teorico che ne giustifichi la sperimentazione. Sperimentare, infatti, dal punto di vista tecnico e scientifico, significa dimostrare una ipotesi di ricerca che, certamente, non può configurarsi con un obiettivo.

Pertanto, parlare di sperimentazione, di abolizione dei compiti a casa senza conoscere a fondo i meccanismi della pedagogia e della psicologia dell’apprendimento, oltre ad essere fuori luogo, significa ignorare che la personalità dell’alunno si realizza in un processo di autocostruzione, ovvero, in un rapporto integrato dei vari ambienti (scolastico e familiare) che esercitano la loro influenza sullo sviluppo della personalità, delle conoscenze e delle competenze. Ciò significa,  che per ben apprendere è necessario che ogni alunno abbia  l’ opportunità di una corretta gestione, organizzazione e suddivisione (casa-scuola) dei tempi di applicazione,  degli impegni,  dei ritmi e dei processi cognitivi.

I compiti a casa sono, in pratica,  profilassi della mente, del sapere e della conoscenza, costituiscono  e rappresentano l’elemento fondante per comprendere, capire, assimilare e integrare la realtà con tutto ciò  può influenzare e condizionare la vita mentale di ogni alunno.

Vero pedagogista e vero educatore è colui che osserva e analizza la personalità in formazione in tutti gli ambienti e in tutte le sue più svariate manifestazioni.

Fernando Mazzeo

Niente compiti a casa, sperimentazione del MIUR: si starà a scuola tutto il giorno. Cosa ne pensi?

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