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Compiti a casa: no all’aiuto di mamma e papà

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Lucilla Musatti, insegnante elementare, autrice di "I disturbi dello sviluppo. Bambini, genitori, insegnanti" ne parla dalle pagine di Repubblica.it Qual è il ruolo dell'adulto nel rituale dei compiti a casa, soprattutto nelle fasi della scuola primaria?

Lucilla Musatti, insegnante elementare, autrice di "I disturbi dello sviluppo. Bambini, genitori, insegnanti" ne parla dalle pagine di Repubblica.it Qual è il ruolo dell'adulto nel rituale dei compiti a casa, soprattutto nelle fasi della scuola primaria?

"Il ruolo dell'adulto", spiega Lucilla Musatti, "può essere di supervisione, ma lo studio dei bambini deve restare autonomo, anche se si torna a scuola con l'esercizio sbagliato". E ancora " È uno dei cardini della mia didattica. Soprattutto se si tratta di classi che fanno il tempo pieno: dopo 40 ore di scuola in una settimana, figli e genitori hanno diritto ad un tempo diverso, in cui ritrovarsi, stare insieme, e non soltanto fare compiti…"

Se invece il compito è troppo difficile, "vuol dire che l'insegnante ha sbagliato ad assegnarlo".

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Nell'articolo di Repubblica viene citato anche il movimento "Basta compiti", tremila iscritti, tra cui 30 insegnanti, lanciato dal dirigente scolastico Maurizio Parodi.

La mission del movimento " È nelle ore di scuola che si deve imparare, non a casa da soli, costringendo i genitori a sostituirsi ai prof. Con la conseguenza che chi ha una madre o un padre in grado di assisterlo nei compiti riesce a farcela, gli altri abbandonano"

Tra l'altro, secondo l'OCSE gli studenti italiani passano 9 ore a settimana a volgere i compiti a casa contro una media di 4,9. Compiti a casa, studenti italiani più carichi tra paesi Ocse. Cosa ne pensi?

Su questo argomento è intervenuto recentemente anche il Ministro Giannini " Noi vogliamo delle scuole aperte, con una maggiore interazione nella didattica in classe tra studenti e insegnanti. Credo quindi che i compiti diminuiranno con la nuova scuola, e non è male che i compiti diminuiscano, purché – ha concluso il ministro – ci sia la compensazione di qualità come la vogliamo".

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