Compiti a casa sì, compiti a casa no, il ruolo dei genitori. Lettera

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Mario Bocola – Si sta dibattendo, in quest’ultimo periodo, della vexata quaestio riguardo ai compiti a casa se devono essere fatti oppure no.

Un problema che manda in fibrillazione le famiglie e trova in disaccordo i docenti. Si tratta di una questione molto combattuta perché le famiglie preferiscono da un lato che, soprattutto nei week end i docenti non sovraccaricano di molti compiti i propri figli in quanto sostengono che i compiti sottraggono tempo agli affetti familiari. Dall’altro lato ci sono i docenti i quali sostengono che gli alunni a casa devono svolgere i compiti assegnati e studiare altrimenti non imparano nulla.

Sono sempre stato contrario ad assegnare molti compiti agli alunni, perché ho da sempre ritenuto che una buona spiegazione in classe con un ascolto attivo ed attento agevola notevolmente lo studente nel suo lavoro casalingo. Stare attenti in classe ed ascoltare in silenzio ciò che l’insegnante vuole trasmettere comporta per gli studenti una semplice rispolverata sui libri di testo accompagnata da una buona dose di memoria. Oggi, purtroppo, si assiste sempre di più ad alunni che non si impegnano affatto, che sono svogliati, che non vogliono capire che studiare è fondamentale per realizzarsi nella vita.

Appesantire la giornata degli alunni con molti compiti a casa credo che non risolva grande, anzi gli allievi si mostrano più insofferenti e più apatici. Sono stato, altresì, sempre contrario ad assegnare una sfilza di compiti per le vacanze, perché ho sperimentato che quelle poche nozioni che avevano appreso durante tutto l’anno scolastico e che quindi a giugno sapevano, a settembre le avevano scodate per cui era necessario riprendere tutto daccapo. Nei mesi estivi gli alunni resettano il cervello come si resetta la memoria di un personal computer per cui dimenticano tutto.

Le famiglie vogliono che i figli nei mesi estivi stiano sempre con loro e che devono mettere da parte i libri. Questa esigenza è maggiormente avvertita oggi per la sempre maggiore presenza di famiglie mononucleari dove vi è solo la figura paterna o la figura materna che rivendicano a gran voce che i figli siano sempre con loro soprattutto nel periodo estivo.

Sono, è bene dirlo, cambiate profondamente le facce della società per la qualcosa abolire i compiti a casa sarebbe la cosa migliore. È bene che l’alunno lavori continuamente in classe e sia continuamente impegnato, che non si distragga e impari tutto quello che deve imparare dentro le mura scolastiche.

Poi c’è la questione degli impegni extrascolastici degli studenti (calcetto, palestra, pianoforte, piscina, danza etc.) mi sapete dire dove troverà il tempo per svolgere i compiti al pomeriggio se dall’uscita della scuola ha già da assolvere tutti questi impegni.

Sarebbe auspicabile non assegnare compiti per casa tanto non li farà e troverà mille scusanti per giustificarsi che non li ha potuti svolgere. Tanto poi avranno le “spalle” coperte con i genitori pronti a mettere tutte le pezze per difenderli a spada tratta.

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