Compiti a casa per Natale fra critiche e storia della loro abolizione

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Preside lascia la scuola

La quantità dei compiti da assegnare a casa durante le vacanze di Natale ha suscitato una reazione a catena.

Come prevedibile, l’annuncio del ministro Bussetti ha generato un’eco di commenti da parte degli esperti.

Il quotidiano Repubblica ha chiesto l’opinione di Benedetto Vertecchi, pedagogista. In un’intervista l’esperto di educazione dei ragazzi si è detto contrario alla circolare del ministro Bussetti. Meglio: il provvedimento avrebbe una sua ragion d’essere se in Italia esistesse un altro genere di scuola, in grado di offrire agli studenti molte attività nel tempo pieno. “Una scuola – dice Vertecchi – in cui i bambini possono imparare a leggere e scrivere, a usare le mani e sviluppare un repertorio verbale” potrebbe fare a meno di assegnare i compiti per le vacanze.

Vertecchi accusa di aver fatto ricorso alla retorica nel momento in cui si giustifica il valore del tempo libero da trascorrere in famiglia. Secondo il pedagogo, basta osservare una famiglia al ristorante per notare come spesso genitori e figli siano incollati sugli schermi dei telefonini invece che dialogare.

Il Fatto Quotidiano, invece, ha ricostruito la storia di questa idea. Alex Corlazzoli, maestro e giornalista, racconta come a questo provvedimento avevano già approcciato altri ministri dell’Istruzione. “L’ultima circolare su questo tema è stata firmata del ministro democristiano Mario Ferrari Aggradi” ricorda Corlazzoli e correva l’anno 1969, non a caso quello successivo alle grandi ribellioni del ’68. Da allora il tema si è riproposto.

Poi spiega come in realtà i compiti a casa possano essere sostituiti anche da un’esercitazione di ciò che caratterizza la vita quotidiana in quei giorni: il conto (matematica) dei dolci che si vendono a Natale, una gita fuori (geografia e magari anche storia) in un luogo diverso da quello di residenza. Gli spunti sono tanti. Dunque il tema potrebbe avere solo una natura formale.

Ora, secondo Corlazzoli, “Resta il fatto che la circolare è benvenuta. Se poi, oltre a occuparsi del Natale, il Ministro volesse dire la sua anche sui compiti d’ogni giorno non sarebbe male“.

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