Competenze non cognitive! Lettera

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Inviato da Giuseppe Candido – L’11 gennaio scorso è stato approvato alla Camera il pdl recante “Disposizioni per la prevenzione della dispersione scolastica mediante l’introduzione sperimentale delle competenze non cognitive nel metodo didattico”. 

L’articolo 1 del testo dispone che, “al fine di favorire la cultura della competenza, …, e al fine di migliorare il successo formativo prevenendo analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, il Ministero dell’istruzione, a partire dall’a.s. 2022/2023, favorisca lo sviluppo delle competenze non cognitive nelle attività … delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado”.

Già l’incipit del DDL fa intendere la chiara volontà di entrare a gamba tesa sulla funzione costituzionale della scuola. Non più norme generali ma specifiche e particolari su cosa e su come insegnare!

Il comma 2 dispone che, “al termine della sperimentazione nazionale nei percorsi scolastici …, sulla base dei risultati della stessa, il Ministro dell’istruzione adotti, con proprio decreto, le Linee guida”.

“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, ci ricorda invece la Costituzione!

Sull’argomento Il Corriere della Sera, il 28 gennaio 2022, ha pubblicato un articolo di Ernesto Galli della Loggia dal titolo: “La scuola non deve essere luogo di controllo e omologazione”.

Nell’articolo si legge che: <<Invece di fare il suo mestiere, invece di fare di tutto per cercare di dotare gli studenti poveri del computer di cui sono privi, invece di fare in modo d’insegnare davvero a scrivere in italiano a centinaia di migliaia di giovani che continuano a uscire dalle sue aule incapaci di farlo, la scuola italiana insiste a sprecare energie e risorse nell’affastellare sempre nuove iniziative, nuove attività e nuovi progetti nefasti, con il solo risultato di snaturare la propria vocazione.

E che: “Tutto ciò” avviene “grazie proprio a chi in teoria dovrebbe vegliare sulle sue sorti: una cricca di alti burocrati ed «esperti» scervellati, …”.

Ma cosa significa «competenze non cognitive»? Cosa sono? E cosa c’entrano scuola e il «metodo didattico»?, si chiede Galli della Loggia.

“Vuol dire che d’ora in avanti nel corso del loro insegnamento i docenti dovranno fare in modo di inculcare e incrementare negli alunni quei comportamenti positivi e di adattamento che rendono capaci di far fronte alle evenienze più varie della vita quotidiana: «Autocontrollo», «Stabilità emotiva», «Empatia», «Fiducia in se stessi», «Resilienza», «Gestire emozioni e stress», «comunicare», «prendere decisioni» e a «risolvere problemi».

“Finora” – aggiunge – “la scuola è stata convinta che a formare il carattere dei giovani a lei affidati, a plasmare il loro modo di sentire e quindi d’essere, fosse essenzialmente la cultura che si acquisiva”.

“La migliore pedagogia ha sempre tenuto per fermo a questa concezione libera e spontanea della formazione umana nell’ambito dell’istituzione scolastica”.

“Mai la scuola si è proposta di formare un tipo standard di individuo, di persona modellata secondo specifiche decise in precedenza come se fosse una macchina”.

Invece, “Ora sappiamo che i deputati della Repubblica non la pensano più così. Essi pensano che il carattere vada determinato fin dall’infanzia … secondo un format prestabilito di «skill», di «abilità».

Per il giornalista, “Si realizza così il vecchio progetto di ogni totalitarismo”.

La scuola diventa – di fatto – il luogo dove gettare le premesse di un autentico controllo/condizionamento di massa: “basta usare la parola magica «competenza non cognitiva» e il gioco è fatto: chi può mai essere infatti dalla parte dell’incompetenza?”, si chiede Galli della Loggia.

“Le «competenze non cognitive» sono lo strumento perché la scuola perda la sua natura antica, … smetta di essere il luogo dell’apprendimento e della formazione civile e culturale delle nuove generazioni. E si trasformi in generica agenzia dell’accudimento sociale al cui interno diviene sempre più largo uno spazio di “psico-medicalizzazione” volto al controllo normalizzatore della personalità dei suoi allievi”.

E tanti saluti alla scuola pubblica statale immaginata e voluta dai padri costituenti in cui si forma la coscienza critica dei cittadini di domani.

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“Come compilare il nuovo pei pagina dopo pagina”. Corso tecnico/pratico di Eurosofia a cura di Evelina Chiocca, Ernesto Ciracì, Walter Miceli