Competenze chiave e didattica mista in presenza e online. La scuola del futuro

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Inviato da Prof. Marco Mannucci (docente scuola secondaria) – Tempi strani questi, tempi nuovi, tempi diversi.

Paradigmi che improvvisamente cambiano, distanze e lontananze, vicinanze improbabili. Cambia il nostro modo di muoverci, di lavorare e anche di fare scuola.

Qualcosa tornerà come prima, qualcosa andrà bene ma non necessariamente tutto, alcuni paesi stanno già riaprendo le scuole magari per poco, magari per un giorno soltanto a settimana, altri stanno già pensando che dovremo imparare a convivere con dei momenti di distanza alternati ad una presenza importante e necessaria.

Vorrei cercare allora alcune parole che potranno farci da guida per fare scuola, per far sì che la scuola continui a svolgere il suoi compito fondamentale e costituzionalmente riconosciuto di formazione e crescita di cittadini capaci, liberi, critici e competenti.

Occorre allora fissare alcune parole per sviluppare la didattica in questi tempi incerti. Anzitutto questa crisi ha dimostrato come le competenze chiave di cittadinanza siano sempre più determinanti per affrontare il mondo di domani. Chi ha competenze digitali riesce meglio ad accedere al sapere, chi sa utilizzare la matematica sa guardare criticamente ai dati, chi sa imparare ad imparare sa muoversi in modo autonomo per accrescere le proprie competenze. A coloro che pensano che il sapere sia fatto soltanto di conoscenze, dati e nozioni questa crisi dimostra che un’epoca è terminata.

Ecco allora la prima parola: competenze e in particolare competenze chiave di cittadinanza. E’ vero, soprattutto sulle competenze digitali e sull’autonomia dell’imparare ad imparare siamo ancora indietro ma possiamo recuperare.

Se la centralità dell’insegnamento saranno le competenze chiave e di cittadinanza occorrerà rivedere anche il nostro modo di insegnare, l’organizzazione della classe e del lavoro degli studenti. Occorrerà che gli studenti diventino più autonomi nel percorso di apprendimento ma anche più attivi, reali protagonisti di un processo che una didattica trasmissiva li ha visti spesso come vuoti da riempire e qualche volta a perdere. Occorrerà una didattica basata su progetti (project based learning) dove gli studenti siano coinvolti nella risoluzione di problemi, nella raccolta di dati, nella comunicazione di idee e risultati, nella creazione di prodotti da condividere (una presentazione, una ricerca, un saggio, un cortometraggio, un podcast…).

Si assegneranno dei progetti da portare avanti per un periodo di tempo significativo, degli obiettivi da raggiungere, dei prodotti da realizzare…, si creeranno dei gruppi di lavoro e il tempo della didattica potrà essere organizzato diversamente. E se il tempo in presenza dovesse divenire rarefatto, quel tempo diventerà prezioso per confrontarsi sullo svolgimento del progetto per riorientarlo per condividerlo con gli altri.
E servirà anche che la progettualità e il percorso didattico diventi interdisciplinare. Un progetto lo si costruisce insieme con apporti provenienti da tutte le discipline. I dati per analizzare il contesto, gli strumenti della comunicazione per farlo conoscere, il metodo scientifico per realizzare prove ed esperimenti…Sarà bello lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune.

E senza dubbio la parola con cui dovremo imparare a convivere sarà blended, misto, un mixer di didattica a distanza e didattica in presenza. La didattica a distanza da sola funziona poco ed è per questo che oggi non è propriamente corretto parlare di didattica a distanza ma sarebbe meglio sottolineare il carattere di emergenza insieme a quello della distanza. Funziona poco ma il poco comunque è sempre più del niente, funziona poco ma può comunque insegnarci tanto, sarà molto di più quello che lascerà nella scuola come crescita complessiva del personale docente in termini di competenze digitali e di metodologie didattiche che quello che lascerà nei nostri studenti.

Ci vorrà però il coraggio, il coraggio di non aver paura di portare a distanza quello che può essere portato a distanza, tanti contenuti che tranquillamente potranno essere appresi nelle classi virtuali create in questi giorni. Se la scuola avrà questo coraggio sarà capace di creare un nuovo spazio e un nuovo tempo dove gli studenti non saranno soltanto passivi ascoltatori ma protagonisti attivi di quell’interazione magica di corpi e di anime di quell’emozionalità unica che solo la presenza può dare.

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