Commissione Cultura, Casa e Nencini presidenti, ma è bufera nella maggioranza

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Bufera sulle nomine dei presidenti delle Commissioni all’interno della maggioranza dopo il via libera di Senato e Camera allo scostamento di bilancio con l’astensione del centrodestra e del Consiglio dei Ministri alla proclamazione dello stato di emergenza.

In particolare è grave “l’incidente politico” accaduto alla Commissione Giustizia con l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, rappresentante di Leu, che è stato battuto da rappresentante della Lega, Andrea Ostellari, confermato a capo della Commissione.

Commissione Cultura, Casa e Nencini presidenti

Cambiamenti, invece, per quanto riguarda le due Commissioni Cultura di Camera e Senato: alla Camera, al posto di Luigi Gallo, va Vittoria Casa, sempre del Movimento Cinque Stelle. Al Senato, invece, al posto di Mario Pittoni, ci sarà Riccardo Nencini, rappresentante del Partito Socialista. Pittoni rimane nel consiglio di presidenza come vice presidente.

Furioso il ministro della Salute, Roberto Speranza che ha lasciato il Consiglio dei Ministri dopo il via libera alla proroga dello stato di emergenza: “Inaccettabile quanto avvenuto. Serve un chiarimento di maggioranza”. 

La maggioranza traballa e riemergono i dissapori all’interno dei partiti. Un accordo sulle presidenze delle 28 Commissioni permanenti dei due rami del Parlamento era stato raggiunto dopo lunghe settimane di trattative. I capigruppo di Camera e Senato di M5s, Pd, Iv e Leu si era incontrati più volte e avevano faticosamente raggiunto un’intesa con l’attribuzione a M5s di metà delle presidenze, quindi sette alla Camera e sette al Senato; al Pd nove (5 a Montecitorio e 4 a Palazzo Madama), quattro a Iv (due in entrambe le Camere) e una a Leu (Piero Grasso alla Giustizia in Senato). A farne le spese, però, è stato l’ex presidente del Senato giudicato troppo giustizialista da alcuni esponenti della maggioranza. L’opposizione, intanto, “festeggia” e parla di forze governative “allo sbando”.

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