Comitato nonsisvuotailsud. In attesa della politica che allunghi una coperta sempre troppo corta

di redazione
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Comitato nonsisvuotailsud – In questi giorni, alla ribalta delle cronache, la sorte dei colleghi DM, quelli assunti, in anno di prova, che si trovano a combattere la loro battaglia per conservare il posto di lavoro.

Ancora una volta questa riforma presta il fianco ad una imbarazzante performance dove tutto è possibile se è il caos assoluto a regnare. Non entro nel merito sulle modalità di assunzione, perché step superato, perché bisognerebbe stare allo step successivo: la politica dovrebbe stare allo step successivo.

Il problema credo sia proprio questo; allo step successivo bisognerebbe rendersi conto che mostrare continuamente la coperta troppo corta non basta più, occorrerebbe fermarsi, tutto qua, e magari tornare indietro e ripartire dalla legge 107, dalla famosa lezione alla lavagna del premier, dalle indicazioni di una soppressione allo scadere dei tre anni. Brutto da dire e pure impopolare, bisognerebbe rendersi conto che la tutela necessita di un indirizzo preciso e può riguardare solo contratti cristallizzati, non prospettive future ed eteree, considerato peraltro l’orientamento del MEF chiaramente in bolletta.

Di questo travaglio, in questi giorni, mi torna in mente l’unica cosa saggia ascoltata che, paradossalmente, arrivava dal ministro Giannini, quando con fermezza rispondeva ai Gae :”Aspettate il vostro turno”; la ministra venne sostituita e la sensazione fu quella che l’avremmo pure dovuto rimpiangere. Oggi il gioco si fa duro perché i DM sono al Nord, colleghi del Nord, i quali hanno come titolo giuridico proprio quel ruolo che li ha messi dentro la scuola, hanno persino sostenuto l’anno di prova e questo è un dato. L’ altro dato è che avverso la politica dello scompenso, c ‘è un Nord che rivendica, giustamente, le proprie professionalità, che difende i propri redditi e che non si farà spogliare del proprio capitale umano ed esige scelte impopolari ma coraggiose oltre che giuste ed io un po’ rosico, rosico perché questo Sud va sempre a rilento, anche nelle scelte impopolari. Consolidare il diritto alla cattedra dei colleghi DM del Nord a questo punto dovrebbe essere un atto dovuto ,così come tutelare la mobilità dei docenti esiliati verso il Sud, così come bisognerebbe garantire quello strumento compensativo che è l’assegnazione provvisoria, senza vincoli che ledano il diritto al ricongiungimento anche solo temporaneo.

Invece vengono banditi  nuovi concorsi, si imbarcano nuove anime nelle graduatorie ad esaurimento, si alimentano speranze di immissioni, sprecando anche quelle pochissime cattedre che servirebbero a dare sollievo a questo meridione svuotato. E mentre sembra quasi che la politica voglia trovare ordine nel disordine collettivo, gli esiliati restano al Nord e i DM per strada ed entrambi aspettano un ministro che sappia stendere questa coperta come farebbe il buon padre di famiglia.

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