Comitato LIP. 5 maggio: scuole vuote piazze piene

di redazione
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Il Comitato nazionale di sostegno alla legge d'iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”, ora in discussione in VII commissione della Camera insieme al testo base del governo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti,” denuncia il grave comportamento del PD che ha deciso, il 30 aprile scorso, in ufficio di presidenza della VII commissione della Camera di:

Il Comitato nazionale di sostegno alla legge d'iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”, ora in discussione in VII commissione della Camera insieme al testo base del governo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti,” denuncia il grave comportamento del PD che ha deciso, il 30 aprile scorso, in ufficio di presidenza della VII commissione della Camera di:

• imporre un drastico taglio delle migliaia di emendamenti presentati, riducendoli a poche decine;

• imporre un drastico contingentamento dei tempi di discussione;
• limitare la discussione del provvedimento in 10 giorni e di fissare a priori la data del 19 maggio per il voto finale;

Gli emendamenti finora presentati dal PD in commissione confermano la volontà di stravolgere l'impianto costituzionale fondato sulla libertà di insegnamento.

Con la presentazione di emendamenti sostitutivi da parte della relatrice, non solo rimane ancor più indefinito il quadro generale, ma si inseguono interessi particolari disciplinandoli nel dettaglio, già prefigurando così, il contenuto delle deleghe. Vane sono allora le parole del premier Renzi che vorrebbe far credere di essere disponibile a modificare il testo di un DDL che continuiamo a considerare inemendabile!

Il comitato respinge il ricatto del governo che collega l'assunzione dei precari dovuta dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 26/11/14 ad una riforma che prevede:

• l'assunzione di una parte esigua dei precari aventi diritto in base alla sentenza della Corte di giustizia europea del 26/11/14;

• la riduzione degli investimenti pubblici in istruzione;

• il tentativo di imporre la figura di un super dirigente scolastico che, in competizione con le altre scuole, sceglie i suoi insegnanti in modo discrezionale, raccoglie fondi da sponsor privati e dai genitori, gestisce sia l'attività amministrativa che didattica;

• ulteriori finanziamenti a favore delle scuole private. L'unica risposta possibile a questo grave attentato ai fondamenti della scuola pubblica e quindi alla democrazia, è scendere in piazza compatti per difendere la scuola della Costituzione.

Invitiamo tutta la cittadinanza, genitori, studenti, insegnanti e personale non docente a partecipare allo sciopero generale e alle manifestazioni del 5 maggio. La riforma proposta da Renzi bisogna guardarla in trasparenza, al di là degli annunci apparentemente sensati e degli apprezzamenti entusiastici di Confindustria.

Con essa rinasce la scuola di classe, ricchi e poveri di nuovo separati: poche scuole di qualità per chi può permettersele, un'infinità di scuole impoverite e trascurate dallo Stato, per tutti gli altri. Scuole di serie A e scuole di serie B. Si tratta di una vera e propria mutazione genetica.

Siamo di fronte alla riforma più subdolamente ottusa e pericolosa che il mondo della scuola pubblica abbia mai conosciuto. ASSUNZIONE SUBITO DI TUTTI GLI INSEGNANTI AVENTI DIRITTO, NO al dirigente manager! No alla scuola azienda! Si alla scuola di tutti e per tutti! Comitato nazionale di sostegno alla legge d'iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica”

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