Comitato Diplomati Magistrali Abilitati. Le Gae sono un nostro diritto

di redazione
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C.D.M.A – Il Comitato Diplomati Magistrali Abilitati esprime sdegno e ribrezzo per le affermazioni del giornalista Gian Antonio Stella, apparse sul Corriere della Sera.

Si ricorda al signor Stella che i meccanismi che regolano il mondo della scuola sono complessi e  lui sembra non conoscerli affatto. Si arroga però il diritto di scrivere un articolo, preannunciando la catastrofe della scuola pubblica italiana, con graduatorie piene e formate da insegnanti incapaci e senza alcuna conoscenza della didattica.

Niente di più falso e scorretto. L’articolo  sembra un attacco (nemmeno poi tanto velato) contro i diplomati magistrali, inseriti nelle graduatorie dai giudici del Consiglio di Stato, quasi a voler addirittura “criticare” le decisioni della magistratura. Tanto per essere chiari, le GAE sono un nostro diritto sacrosanto, poiché quando sono state “chiuse” noi eravamo GIA’ ABILITATI, condizione che il MIUR ha sempre negato spudoratamente.

I giudici del Consiglio di Stato stanno finalmente ristabilendo la giustizia, decidendo con grande responsabilità. Caro signor Stella, le decisioni dei giudici si rispettano e non si chiosano. Inoltre, vorrei sottolinearle alcuni aspetti: 1) Ci sono molti diplomati magistrali che insegnano DA ANNI e mandano avanti la scuola pubblica, costruendo la storia scolastica di questo Paese. 2) Anche coloro inseriti con pochi punti hanno il diritto all’inserimento, perché il  titolo è ABILITANTE (sa cosa vuol dire la parola ABILITANTE?) Inizieranno ad insegnare ed accumuleranno il punteggio per ottenere il ruolo. L’inserimento in GAE non vuol dire essere nominati a tempo indeterminato subito! Un diritto rimane un diritto!! 3) Non è vero che i diplomati magistrali hanno conseguito solo il diploma e poi si sono fermati a pettinare le bambole.

La maggioranza di noi è laureata, specializzata e può vantare titoli culturali che lei nemmeno immagina. Pertanto, la invito ad informarsi preventivamente e poi scrivere articoli su argomenti così delicati e spinosi come la scuola ed in particolar modo il sistema di reclutamento. Siamo convinti che il Consiglio di Stato ci inserirà a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e le sue considerazioni lasciano il tempo che trovano. Noi non molleremo e non ci fermeremo. Ci rivolgeremo in Europa, se sarà necessario.

link all’articolo di Gian Antonio Stella  

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