Il Comitato Diplomati magistrali abilitati (C.D.M.A) ricomincia la battaglia

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Terminate le vacanze estive, il Comitato diplomati magistrali abilitati abilitati (C.D.M.A), comunica all'opinione pubblica, al mondo politico ed istituzionale, la volonta' di ricominciare la dura battaglia pacifica ma convinta, al fine di ottenere l'inserimento dei diplomati magistrali nelle graduatorie ad esaurimento.

Terminate le vacanze estive, il Comitato diplomati magistrali abilitati abilitati (C.D.M.A), comunica all'opinione pubblica, al mondo politico ed istituzionale, la volonta' di ricominciare la dura battaglia pacifica ma convinta, al fine di ottenere l'inserimento dei diplomati magistrali nelle graduatorie ad esaurimento.

Purtroppo, si evidenzia con forte rammarico, il perdurare del vergognoso atteggiamento dell'attuale governo, nei nostri confronti. Nessun esponente dell'Esecutivo sembra disposto ad accogliere le istanze della categoria, perseverando nella chiusura totale ed autoreferenziale.Tale comportamento denota una scarsa capacita' politica,poichè la politica dovrebbe, quanto meno, ascoltare le richieste provenienti dai cittadini. Il sottoscritto riceve  quotidianamente messaggi, telefonate, di docenti esasperati e delusi, esausti dalla situazione paradossale, ai limiti dell'assurdo.

Si ricorda che il diploma magistrale abilitante (al di la' del servizio prestato nella scuola o meno,che invece contribuisce a determinare la posizione in graduatoria) conferisce il diritto di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Non si riescono a comprendere i motivi del prolungamento di questa agonia, alla quale siamo sottoposti ormai da tanto tempo. Noi diciamo  "Basta!!". Le Graduatorie ad esaurimento ci spettano e non ci fermeremo, fino a quando non le avremo ottenute. Nessuno potra' piu' ostacolarci.

Siamo vittime di una grave ingiustizia, da troppi anni. Speriamo che la giustizia, nei prossimi mesi, risolva positivamente e definitivamente questa scandalosa vicenda, tutta italiana. In un Paese civile, una situazione del genere non si sarebbe nemmeno verificata. Vogliamo continuare a credere nella giustizia italiana e in quella parte della politica vera, vicina ai cittadini e ai lavoratori.

Cordiali saluti

Dott. Liberato Gioia

(Presidente del Comitato)

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