Comitato ASI, Altadonna: si dia possibilità a docenti di tornare a Sud. In Sicilia necessari 4.900 cattedre per il sostegno, ma sono in deroga

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Se vinco la segreteria riparto dalla Scuola, dove il dente duole (Renzi, 23 aprile, 2017). Queste le parole pronunciate da Matteo Renzi durante la campagna per la rielezione alla segreteria del Partito Democratico.

A pochi giorni dall’esito delle primarie che hanno visto Matteo Renzi riconfermato, in modo netto, alla guida del PD, non si fa attendere l’intervento dei docenti. Abbiamo raggiunto Salvo Altadonna, docente palermitano e portavoce del Comitato A.S.I. (area sostegno e inclusione) ed a lui abbiamo chiesto:

Cosa vi aspettate adesso?
Semplicemente coerenza e consequenzialità. La distanza tra il Governo Renzi ed il mondo della scuola va sanata e ci sembra un segno positivo che Renzi abbia voluto, prima della sua riconferma alla guida del Partito, sottolineare la volontà di recuperare questo gap.

Quali sono a vostro avviso i primi provvedimenti che il PD dovrebbe chiedere al Governo Gentiloni?
Crediamo che il primo passo possa essere rappresentato dal sanare, ove possibile, la questione legata alla mobilità dei docenti. Siamo coscienti di avere partecipato al piano straordinario di immissioni in ruolo, previsto dalla legge 107, in assenza di cattedre, nelle province del sud,  su molte classi di concorso. Il nostro dissenso nasce laddove, invece, le cattedre ci sono e ci si ostina a lasciare i docenti a migliaia di chilometri da casa.

Altadonna lei si riferisce ai docenti di sostegno. Ci chiarisce i termine dei vostri malumori?
Vorrei premettere, in primo luogo, che mi riferisco agli alunni disabili e poi ai docenti di sostegno. Ci tengo a chiarire questo elemento per evitare che si possa credere che le nostre richieste guardino al mero interesse di uno spaccato del mondo docente. E’ fatto ormai assodato che le scuole, soprattutto quelle del sud, siano sottodimensionato rispetto ai loro organici. Per fare il solo esempio della Sicilia, nell’anno scolastico in corso, oltre ai docenti che occupano le “cattedre di diritto” il MIUR ha dovuto autorizzare in deroga un contingente aggiuntivo di 4.900 cattedre per far fronte al fabbisogno degli alunni.
Non avendo, inoltre, la disponibilità di questo considerevole numero di docenti specializzati il MIUR ha consentito anche ai colleghi senza il prescritto titolo di specializzazione di occupare le centinaia di cattedre disponibili.

Per far fronte a questo problema il MIUR ha adottato due provvedimenti il primo è un nuovo bando per il conseguimento del titolo di specializzazione tramite TFA e l’altro contenuto nella specifica delega sull’inclusione scolastica, che consente ai dirigenti scolastici di riconfermare per continuità i docenti con contratto a tempo determinato. Credete che questi provvedimenti possa ledere un vostro diritto?
Assolutamente no. In virtù di quanto detto precedentemente, non possiamo che concordare con la necessità di provvedere in modo strutturale alla copertura dei posti necessari a garantire a tutti gli alunni disabili un loro diritto, di contro vogliamo che si riconosca anche una continuità professionale. Durante i miei lunghi anni di precariato ho sempre ritenuto di dovere rivendicare non solo i miei diritti ma anche quelli dei docenti già di ruolo, perché sapevo che un giorno mi sarei trovato a mia volte immesso in ruolo ed avrei avuto necessità di ritrovarmi quei diritti. Con questo voglio dire, riferendomi alla continuità sancita dall’art. 16 comma 3 del decreto sull’inclusione scolastica, che un provvedimento che prevede la continuità didattica per i docenti a tempo determinato, non può non creare un contenzioso promosso dai docenti a tempo indeterminato che da quest’anno, secondo quanto dichiarato dalla Fedeli, non avranno neanche la possibilità di fruire della deroga ai criteri stabiliti per le assegnazioni provvisorie. In migliaia si troveranno a dover fare i bagagli per raggiungere le rispettive sedi di titolarità sapendo che gli alunni che attualmente seguono cambieranno ancora una volta insegnanti o peggio ancora resteranno senza.

Lei da sempre si è mostrato critico nei confronti delle organizzazioni sindacali e pur essendo molto attivo non ha mai avuto una tessera, concorda quindi con l’atteggiamento di chiusura che il governo Renzi ha avuto con i sindacati?
Ho sempre creduto fondamentale la funzione del Sindacato, così come credo nei principi fondamentali della Costituzione Italiana, ma come per questi ultimi restiamo giornalmente delusi dalla loro disapplicazione anche le organizzazioni sindacali hanno disapplicato la loro originaria missione. Ciò non toglie che la camera di compensazione tra lavoratori e Governo resta comunque uno strumento imprescindibile per la vita democratica di un paese.
Il PD, in particolare, ha frantumato un rapporto storicamente fondato sull’elaborazione condivisa delle politiche sul lavoro ed ora deve fissare in modo inequivocabile i propri valori, ciò passa, tra le altre cose, dalla ripresa di dialogo con il sindacato in modo da garantire a quest’ultimo di riaprire un credito di fiducia con i lavoratori e per i lavoratori.
La tessera e l’appartenenza ad un sindacato o ad un partito devono rendere grande quel sindacato o quel partito e non importante quel sindacalista o quel politico. Per queste ragioni non abbiamo mai aderito ad un’organizzazione sindacale. Ma i tempi cambiano ed oggi è necessario rinvigorire, con un nuovo modo di intendere la rappresentanza, i sindacati ecco perché il nostro comitato presto annuncerà la sua adesione sindacale.

Altadonna, in conclusione, cosa chiedete a Matteo Renzi, segretario del PD e non più Premier?
Mi permetta di dire che la domanda così posta rischia di deresponsabilizzare l’azione di Renzi rispetto alle scelte del Governo. Renzi non è, attualmente, il Presidente del Consiglio ma è fuor di dubbio che l’influenza del PD sull’esecutivo sia ancora forte. Il partito Democratico, senza girarci intorno, è ancora il primo partito d’Italia e rappresenta milioni di cittadini, noi chiediamo che rappresenti pienamente anche noi, sia come cittadini che come categoria di lavoratori.
Nei prossimi giorni chiederò al PD le possibilità di un incontro con i nuovi componenti della direzione nazionale e perché no speriamo con lo stesso segretario Renzi.

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