Comitati valutazione: membri esterni solo dirigenti e molti rinunciano. Sindacati intervengono

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Numerose segnalazioni ci giungono dal territorio relativamente alla nomina dei membri esterni dei comitati di valutazione. Molte le defezioni da parte dei dirigenti, alcuni dei quali costretti in questo incarico.

Numerose segnalazioni ci giungono dal territorio relativamente alla nomina dei membri esterni dei comitati di valutazione. Molte le defezioni da parte dei dirigenti, alcuni dei quali costretti in questo incarico.

Ricordiamo, infatti, che il comitato di valutazione è presieduto dal dirigente scolastico, ed è composto da tre docenti dell’istituzione scolastica (due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto). A questi ultimi si aggiungono due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto. Infine, troviamo anche un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.

Il Ministero, con nota specifica ha chiesto agli USR di preferire ai fini della nomina i dirigenti scolastici, quindi i dirigenti tecnici ed infine i docenti. Evidentemente non dimostrando grande stima nei confronti degli ultimi.

Dal territorio giungono notizie che il preferire indicato dal Ministero, per gli USR è diventato un obiettivo prioritario, nominando quasi esclusivamente dirigenti scolastici.

Capita, però, che molti di questi non abbiamo accettato l'incarico e che, a seguito di una carenza nelle candidature,  ad alcuni dirigenti siano state assegnate anche più scuole. Gli USR, quindi, non hanno minimamente preso in considerazione la possibilità, neppure in caso di assenza di candidature, di nominare docenti come membri esterni al Comitato di valutazione. Ricordiamo che l'incarico non è retribuito e che prevede incombenze per le quali sono necessarie competenze specifiche, senza parlare del fatto che non è ancora prevedibile il carico di lavoro.

I sindacati sono dovuti intervenire più volte sul territorio, come ad esempio in Campania (così riporta la CISL scuola), perché erano state effettuate delle nomine procedendo d'ufficio, senza una volontaria candidatura (come, invece, previsto da normativa). Azioni che si stanno moltiplicando nei vari uffici.

Insomma, i nodi iniziano a venire al pettine a seguito di una scelta di campo che esclude i docenti da questo tipo di incarichi, seppure la normativa lo prevedesse.

Comitato di valutazione: incarichi, come eleggere i membri, validità organo. La guida gratuita, aggiornata

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