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Come valutare alla primaria, si passa ai giudizi descrittivi. Ecco cosa cambia in una guida completa

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«Alla base della demotivazione scolastica esiste quella tendenza all’oggettivazione […] che porta i professori a giudicare i loro studenti in base al profitto,[…] risolvendo l’educazione in puro fatto quantitativo, dove a sommarsi sono nozioni e voti. […]

L’interrogazione misura il “profitto”, ma siccome il profitto è l’ultimo risultato di quella catena che, percorsa a ritroso, indica comprensione, interesse, sollecitazione emotiva, non è difficile demotivare, anche in modo grave, studenti giudicati in base all’esito che può scaturire solo da premesse che la scuola ha evitato di curare» scrive Galimberti in “l’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”.

Il problema della valutazione
La valutazione rappresenta un problema:

  • per il forte coinvolgimento emotivo della persona-docente;
  • per le ricadute che l’atto valutativo può avere sugli alunni;
  • per la complessità e la diversità delle teorie di riferimento (quando ci sono);
  • per la difficoltà di trovare condivisione negli utenti e nelle famiglie;
  • per le variazioni della normativa di riferimento.

I rischi per i docenti
I principali rischi per i docenti:

  • subire l’atto del valutare come fastidioso adempimento, anziché viverlo come opportunità e occasione per intervenire in termini formativi;
  • sbandare tra gli estremi del docente salvifico, pronto a perdonare e a giustificare qualunque errore, e del docente persecutorio, teso a trasformare la valutazione in una continua resa dei conti;
  • non riuscire a entrare in reale interazione con gli alunni meno adattivi;
  • non riuscire ad avere un effettivo controllo delle dinamiche e dei risultati prodotti dalla propria azione formativa;
  • non riuscire a innestare sulla rilevazione dell’errore un efficace intervento di recupero e di rimozione delle cause dell’errore.

I rischi per gli alunni
I principali rischi per gli alunni:

  • fare propria una visione “predatoria” dell’apprendimento (“afferro tutto ciò che mi proponi e te lo restituisco come ho capito che tu vuoi in modo da essere amato e premiato”);
  • restare bloccato dalla paura di esporsi e di sbagliare e dal basso livello di autostima (“non riuscirò mai ad essere come tu mi vuoi, e quindi rinuncio a priori a qualsiasi sforzo per provarci”);
  • restare bloccato dall’incapacità o dalla difficoltà di competere con i compagni (“non riuscirò mai a essere come i miei compagni, io non ho le loro capacità”);
  • Auto-convincersi che la valutazione, proprio perché non chiarita e non condivisa, sia continua occasione di arbitrio e di preferenze (“qualunque cosa io faccia non va mai bene, invece…”).

La valutazione formativa
La valutazione ha una funzione formativa fondamentale – si legge nelle Linee guida per la formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria – ed è parte integrante della professionalità del docente, si configura come strumento essenziale  insostituibile di costruzione delle strategie didattiche e del processo di insegnamento e apprendimento ed è lo strumento per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico.

Ma cos’è la valutazione?
La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto a una valutazione trasparente e tempestiva […] La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo. (Dpr 122/09, art. 1, cc. 2-3)
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione – D.M. 254/2012).

Superare il voto
La normativa ha individuato, per la scuola primaria, un impianto valutativo che supera il voto numerico su base decimale nella valutazione periodica e finale e consente di rappresentare, in trasparenza, gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali attraverso i quali si manifestano i risultati degli apprendimenti. D’altro canto, risulta opportuno sostituire il voto con una descrizione autenticamente analitica, affidabile e valida del livello raggiunto in ciascuna delle dimensioni che caratterizzano gli apprendimenti. Appare dunque necessario evidenziare come la valutazione sia lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico.
L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, che ha carattere formativo poiché le informazioni rilevate sono utilizzate anche per adattare l’insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni e ai loro stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò che è stato osservato e a partire da ciò che può essere valorizzato. Ma cos’è la valutazione?

Valutazione: Legge 13 luglio 2015, n. 107
In primis, prima delle nuove riforme di quest’anno, il 2020, un riferimento deve farsi alla Legge 13 luglio 2015, la n. 107, una vera e propria riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.
Articolo 1- Comma 181, i, 1:
(si mette in evidenza l’importanza della) revisione delle modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo di istruzione, mettendo in rilievo la funzione formativa e di orientamento della valutazione, e delle modalità di svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo.

I criteri della valutazione
La valutazione si fonda su criteri di:

  • CORRESPONSABILITÀ (nel team docente);
  • COERENZA (con gli obiettivi e le attività programmate);
  • TRASPARENZA (chiarezza, semplicità, esplicitazione dei percorsi).

Ha carattere:

  • PROMOZIONALE: concorre al pieno sviluppo della personalità dell’alunno;
  • FORMATIVO: concorre a modificare e rendere efficace il percorso didattico;
  • ORIENTATIVO: stimola la consapevolezza degli stili di apprendimento di ciascun alunno.

Il decreto legislativo n. 62/2017 e le modifiche del decreto-legge 62/2017
Chiare indicazioni che vanno nella direzione dell’ordinanza del 4 dicembre sono già presenti nel decreto legislativo n. 62/20172, che offre un quadro normativo coerente con le modifiche apportate decreto-legge n. 22/2020 (art. 1 comma 2-bis). All’articolo 1 del decreto legislativo 62/2017 è sottolineato come la valutazione abbia a “oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento”, assegnando ad essa una valenza formativa ed educativa che concorre al miglioramento degli apprendimenti. La valutazione, inoltre “documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze”. Pertanto, anche le modalità individuate per l’espressione e la comunicazione dei diversi livelli di apprendimento devono essere adeguate alle finalità sopra espresse, oltre che rispondenti a quanto previsto nei successivi articoli del decreto legislativo n. 62/2017, letto in combinato disposto con il DPR n. 275/1999 , in particolare con l’articolo 4.

Le indicazioni nazionali
Da ultimo, la prospettiva della valutazione per l’apprendimento è presente nel testo delle Indicazioni Nazionali, ove si afferma che la valutazione come processo regolativo, non giunge alla fine di un percorso, “precede, accompagna, segue” ogni processo curricolare e deve consentire di valorizzare i progressi negli apprendimenti degli allievi.
In base a questo quadro teorico-normativo le Linee Guida del dicembre 2020 offrono ai docenti orientamenti per la formulazione del giudizio descrittivo nella valutazione periodica e definiscono quadri di riferimento e modelli che costituiscono, ai fini della necessaria omogeneità e trasparenza, uno standard di riferimento che le istituzioni scolastiche possono implementare.
Dagli obiettivi di apprendimento ai giudizi descrittivi
Come stabiliscono le Indicazioni Nazionali, “le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali devono essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni e declinati nel curricolo… [Essi] rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’allievo”. In questo senso, le Indicazioni Nazionali – come declinate nel Curricolo di Istituto e nella programmazione annuale della singola classe – costituiscono il documento di riferimento principale per individuare e definire il repertorio degli obiettivi di apprendimento, oggetto della valutazione periodica e finale di ciascun alunno in ogni disciplina. Più specificamente, la normativa indica che “gli obiettivi di apprendimento individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze”.

Le funzioni della valutazione:
Le funzioni della valutazione diagnostica:

  • ha lo scopo di accertare i pre-requisiti cognitivi e affettivo-motivazionali degli alunni nel momento di impostazione di un percorso formativo;
  • definisce lo stato iniziale di partenza e le pre-condizioni che consentono a ogni alunno di essere coinvolto nel percorso programmato con più alte probabilità di successo.

Le funzioni della valutazione regolativa:

  • ha lo scopo di raccogliere le informazioni relative agli effetti prodotti dal percorso formativo (monitoraggio);
  • permette ai docenti di intervenire tempestivamente sui processi attivati allo scopo di migliorare l’efficacia del percorso programmato;
  • il monitoraggio finale serve a ri-programmare il percorso.

Le funzioni della valutazione sommativa:

  • ha lo scopo di accertare, al termine di un periodo prestabilito, il livello delle prestazioni fornite da ogni alunno rispetto ai traguardi formativi definiti dai docenti;
  • ha carattere formale e valenza certificativa.

Le funzioni della valutazione formativa:

  • ha lo scopo di tutorare l’alunno nel suo percorso di apprendimento, attraverso un lavoro di chiarimento e di riflessione su quelli che sono i suoi punti forti (azione di gratificazione) e i suoi punti di debolezza (azione di rinforzo).

La valutazione nella didattica tradizionale:
Nella didattica tradizionale valutare significa documentare il successo o l’insuccesso dei ragazzi, mostrare i risultati degli apprendimenti attraverso prove che, nella maggioranza dei casi, richiedono il recupero dalla MLT di nozioni e informazioni più o meno codificate a partire dalla lezione frontale del docente e dai compiti svolti a casa. (Vertecchi, 1999).

La valutazione formativa
La valutazione formativa intende, con sguardo prospettico, promuovere gli apprendimenti degli alunni. Essa può fornire al docente informazioni utili per migliorare e modificare il progetto didattico.
La valutazione formativa (… e non selettiva)

Valutare allora comporta:

  • considerare la profondità e la diversità delle conoscenze (pratiche e tecniche) dello studente;
  • mobilitare le conoscenze e le competenze dell’insegnante stesso, impegnato nella gestione, nella pianificazione, nell’organizzazione, nella direzione, nel controllo del processo di insegnamento-apprendimento;
  • mettere in campo abilità comunicative e interpersonali sia con i colleghi che con gli alunni per il raggiungimento degli obiettivi.

Cosa sono gli obiettivi e cosa descrivono
Gli obiettivi descrivono manifestazioni dell’apprendimento in modo sufficientemente specifico ed esplicito da poter essere osservabili. Ai fini della progettazione annuale, i docenti possono utilizzare gli obiettivi così come proposti dalle Indicazioni Nazionali oppure riformularli, purché espressi in modo che siano osservabili, che non creino ambiguità interpretative e in coerenza con i traguardi di sviluppo delle competenze.

Obiettivi: azione e contenuto
Gli obiettivi contengono sempre sia l’azione che gli alunni devono mettere in atto, sia il contenuto disciplinare al quale l’azione si riferisce.

L’azione
L’azione fa riferimento al processo cognitivo messo in atto. Nel descrivere i processi cognitivi è dunque preferibile evitare l’uso di descrittori generici e utilizzare verbi, quali ad esempio elencare, collegare, nominare, riconoscere, riprodurre, selezionare, argomentare, distinguere, stimare, generalizzare, fornire esempi, ecc, che identificano tali manifestazioni con la minore approssimazione possibile. In tal modo gli obiettivi sono espressi così da non ingenerare equivoci nei giudizi valutativi;

I contenuti disciplinari
I contenuti disciplinari possono essere di tipo fattuale (terminologia; informazioni; dati; fatti; …), concettuale (classificazioni; principi; …), procedurale (algoritmi; sequenze di azioni; …) o metacognitivo (imparare a imparare; riflessione sul processo; …). Nel repertorio di obiettivi scelti come oggetto di valutazione è importante che siano rappresentate in modo bilanciato le diverse tipologie.

I nuclei tematici
I nuclei tematici delle Indicazioni Nazionali costituiscono il riferimento per identificare eventuali aggregazioni di contenuti o di processi di apprendimento.

La valutazione formativa: co-costruire gli apprendimenti
La valutazione formativa ha valore interattivo per il fatto che si aiuta lo studente a comprendere il modo i cui le competenze si costruiscono, orientandone la costruzione stessa.
Allo studente spetta il compito di appropriarsi dell’attività di costruzione dell’apprendimento, che consiste anche nella capacità di modificare il corso dell’azione mediante processi correttivi e di autoregolazione.

La valutazione formativa: i criteri
I criteri attraverso i quali una valutazione diventa formativa, sono ben espressi nelle note ministeriali:
“La valutazione diventa formativa quando si concentra sul processo e raccoglie un ventaglio di informazioni che, offerte all’alunno, contribuiscono a sviluppare in lui un processo di autovalutazione e di autorientamento. Orientare significa guidare l’alunno a esplorare se stesso, a conoscersi nella sua interezza, a riconoscere le proprie capacità e i propri limiti, a conquistare la propria identità, a migliorarsi continuamente.” (MIUR, 2015).

La valutazione formativa: cambia anche il ruolo dell’alunno…
Nella valutazione formativa, il ruolo dell’alunno cambia totalmente. Infatti da recettore passivo, egli diventa costruttore attivo dei suoi apprendimenti, in quanto mette in gioco le sue caratteristiche per poter trarre il massimo vantaggio dall’esperienza formativa. Egli deve tener conto delle condizioni generali del suo apprendimento, deve imparare a valutare le sue competenze, a riconoscere quelle da raggiungere, a maturare un atteggiamento disponibile a investire risorse personali nella propria formazione e ad assumere in parte, per quello che è giusto, la responsabilità del proprio successo formativo.

La valutazione formativa: la metacognizione
L’autovalutazione, la conoscenza di sè, evidenziano la necessità di un significativo lavoro di metacognizione a cui avviare tutti gli studenti; si ritiene essenziale, infatti, la necessità di saper individuare le peculiarità dei propri processi di apprendimento, non solo per gli studenti con DSA, ma per tutti.
L’individuazione dei propri punti di forza e il conseguente utilizzo di strategie funzionali, promuovono il successo personale nelle prestazioni e studi specifici mostrano che la valutazione formativa è una delle strategie più efficaci per promuovere alti livelli nei risultati degli studenti e per accrescere la loro resilienza, supportati dalla guida attenta e focalizzata dell’insegnante.

La valutazione formativa: feedback orientativi
Operativamente, il docente inclusivo dovrebbe tenere presente alcuni principi cardine il cui presupposto teorico fa riferimento al concetto di valutazione per l’apprendimento che presuppone “tutte quelle attività intraprese dagli insegnanti e/o dagli alunni, che forniscono informazioni da utilizzare come feedback per modificare le attività di insegnamento/apprendimento in cui sono impegnati”. Come dimostrato dagli studi di Hattie, risultano efficaci tutti quegli approcci didattici che adottano una valutazione formativa e il feedback che va dallo studente all’insegnante e che rende l’apprendimento visibile. (Hattie, 2009).

Si traducono nel:

• fornire feedback formativi, evitando la logica del “fai del tuo meglio”, affinchè gli alunni sviluppino un atteggiamento positivo verso l’apprendimento;
• creare un ambiente in cui l’errore assume una valenza pedagogica ed educativa, essendo visto come un’occasione per migliorare e non come una colpa, come un fallimento.

Livelli e dimensioni dell’apprendimento
I docenti valutano, per ciascun alunno, il livello di acquisizione dei singoli obiettivi di apprendimento individuati nella progettazione annuale e appositamente selezionati come oggetto di valutazione periodica e finale.
A questo scopo e in coerenza con la certificazione delle competenze per la quinta classe della scuola primaria, sono individuati quattro livelli di apprendimento:

  • avanzato;
  • intermedio;
  • base;
  • in via di prima acquisizione.

I livelli di apprendimento
Avanzato
L’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

Intermedio
L’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

Base
L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

In via di prima acquisizione
L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.
Nella valutazione periodica e finale, il livello di apprendimento è riferito agli esiti raggiunti

Le strategie didattiche
Esistono diverse modalità con cui esprimere la valutazione descrittiva nel Documento di Valutazione: in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2017, ogni istituzione scolastica, nell’esercizio della propria autonomia, elabora il Documento di Valutazione, tenendo conto sia delle modalità di lavoro e della cultura professionale della scuola, sia dell’efficacia e della trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori. Anche nella forma grafica, si possono utilizzare modelli e soluzioni differenti, che devono comunque contenere:

  • la disciplina;
  • gli obiettivi di apprendimento (anche per nuclei tematici);
  • il livello;
  • il giudizio descrittivo.

La valutazione formativa: autoregolazione e autovalutazione
Fornire un setting funzionale:
• destinare un momento successivo alla consegna dei compiti scritti, per analizzare con la classe la frequenza degli errori da un lato e le modalità di risoluzione degli esercizi, dall’altro, attraverso l’ascolto attivo degli studenti;
• creare dei momenti di lavoro di gruppo in cui gli studenti si confrontino sulle rispettive modalità di esecuzione dei compiti specifici;
• creare dei momenti di restituzione personale al docente e/o alla classe, in cui gli studenti possano illustrare il processo attraverso il quale hanno risolto, o non risolto, una consegna.

La valutazione formativa: valutazione delle preconoscenze
Per la programmazione di una lezione in cui sono incluse attività di valutazione formativa, ogni insegnante dovrebbe prevedere un’attività di valutazione iniziale per rilevare il livello di qualità delle preconoscenze; in seguito prevedere un’attività di approfondimento o di arricchimento in base ai risultati raggiunti durante la prima attività. Il passo successivo potrebbe essere prevedere un’attività di verifica che permetta agli studenti di dimostrare cosa e quanto hanno compreso e riflettere su cosa serve loro per raggiungere l’obiettivo condiviso.

«È importante indagare che tipo di immagini gli alunni hanno di un concetto. Alcune immagini mentali possedute dai nostri studenti possono essere delle vere e proprie misconcezioni, cioè interpretazioni errate delle informazioni ricevute, le quali, se accomodate, non corrette e non indagate dal docente, rischiano di trasformarsi in modelli parassita.» (Capuano A., Storace F., Ventriglia L., 2014 – 2015).

Valutazione Linee Guida Scuola Primaria

Valutazione primaria, ritornano i giudizi descrittivi. Ordinanza e linee guida

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