Come si solleva un bambino nelle scuole dell’Infanzia? Rischi e procedure. Scarica un documento utile per le maestre

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La procedura per il sollevamento dei bambini è tesa a valutare e a indicare come minimizzare il rischio da sollevamento dei bambini nelle scuole dell’infanzia. Ci sono istituti che non prevedono affatto questa procedura pur risultando, come vedremo, indispensabile la valutazione della circostanza che la movimentazione dei bambini è di solito effettuata con maggior frequenza nelle prime due settimane dell’anno scolastico dove gli utenti, nello specifico alunni di 3 o 4 anni della scuola dell’Infanzia, risentono di più della mancanza dei genitori. In tale periodo – specificano i dati scientifici – si sollevano indicativamente dai 5 ai 10 bambini al giorno per le più svariate circostanze, per non parlare del corredo che ciascuno di essi (in primis lo zaino) ha a disposizione. Avviene, quasi sempre, dopo le prime due settimane che i bambini si abituano alla nuova situazione e il sollevamento viene effettuato occasionalmente in casi “di emergenza”, malore, incidenti ecc. quantificabile per un massimo di uno o due sollevamenti al giorno.

La quantificazione del rischio

La quantificazione del rischio con metodo quantitativi – come brillantemente esplicitato nel documento attuato dall’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola diretto dalla dirigente scolastico Dott.ssa Manuela Muscherà, valido dirigente dello Stato – non risulta valutabile (ad es. con il metodo NIOSH) in quanto trattasi di carichi non inanimati. Per una valutazione del rischio resta quanto indicato dall’All. XXXIII del D.Lgs 81/08 dalla lettura del quale si possono evidenziare alcuni fattori potenzialmente presenti nel caso di procedura per il sollevamento dei bambini.

Caratteristiche del carico

La movimentazione manuale di un carico può costituire quantitativi – come indicato nel documento attuato dall’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola – un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:

  • il carico è troppo pesante;
  • il carico è ingombrante o difficile da afferrare;
  • il carico è in equilibrio instabile oppure il suo contenuto rischia di spostarsi;
  • può, a motivo della struttura esterna o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto.

Lo sforzo fisico

Lo sforzo fisico può presentare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, nei seguenti casi:

  • se è eccessivo,
  • se può comportare un movimento brusco del carico.

Caratteristiche dell’ambiente di lavoro

Le caratteristiche dell’ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:

  • Il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo, o è scivoloso;
  • Il posto o l’ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad un’altezza di sicurezza o in buona posizione;
  • La temperatura, l’umidità o la ventilazione sono inadeguate.

Fattori individuali di rischio

Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in tema di tutela e sostegno della maternità e di protezione dei giovani sul lavoro – come si legge nel documento attuato dall’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola – il lavoratore può correre un rischio nei seguenti casi:

  • inidoneità fisica a svolgere il compito in questione, tenuto altresì conto delle differenze di genere e di età;
  • indumenti, calzature o altri accessori inadeguati indossati dal lavoratore;
  • insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione o dell’addestramento.

Il rischio di patologie da sovraccarico

Il sollevamento dei bambini comporta quindi il rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico in particolare dorso lombari. I docenti di infanzia ed i collaboratori scolastici sono già soggetti a controllo sanitario da parte del MC. Attualmente per ridurre il rischio dato dalla presenza di un carico eccessivo viene attuata la strategia di approccio con i bambini più pesanti che consiste nell’accosciarsi e consolare il bambino, eventualmente abbracciandolo, invece di sollevare lo stesso.

Procedura di sollevamento

La procedura di sollevamento – come viene indicato nel documento attuato dall’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola – è atta a ridurre nei limiti del possibile i fattori di rischio sopraesposti. La prima valutazione da effettuare da parte dell’operatore è quella di valutare se è possibile evitare il sollevamento del bambino attraverso le pratiche già seguite attualmente per i bambini più pesanti, in tale caso occorre evitare di sollevare il bambino ma di accosciarsi e di consolarlo, eventualmente abbracciandolo.

La movimentazione nel modo ergonomicamente più corretto

Se non è possibile evitare il sollevamento del bambino – come indicato nel documento attuato dall’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola – occorre effettuare la movimentazione nel modo ergonomicamente più corretto possibile:

  • movimentare il carico partendo da una posizione accosciata con il bambino di fronte all’operatore;
  • Afferrare il bambino e portarlo vicino al proprio corpo;
  • Sollevarsi cercando di mantenere la schiena più dritta possibile utilizzando i muscoli delle cosce;
  • Mantenere il bambino di fronte a sé;
  • Mantenere il bambino vicino al proprio corpo.

Il documento adottato per la “Procedura per il sollevamento dei bambini

All’eccellente documento che abbiamo analizzato e che è frutto dell’impegno organizzativo dell’Istituto Comprensivo n. 4 di Imola, altro elemento di confronto è il documento (redatta da Sidel Ingegneria srl) dell’istituto Comprensivo di Castel San Pietro Terme (Bologna) diretto, anche questo con grande competenza, dal dirigente scolastico Silvia Palladini cui spesso ci si è riferiti per studiare alcune casistiche scolastiche.

Procedura movimentazione bambini

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