Come si diventa insegnanti e si acquisisce l’abilitazione. Tanta confusione e nessuna certezza

WhatsApp
Telegram

Come si diventa insegnanti e come si acquisisce l’abilitazione? Da anni ormai le due domande hanno due risposte distinte e da qualche tempo per la seconda, non c’è più neppure un iter ben definito. Il tutto lascia nella più assoluta incertezza chi si avvicina alla professione.

Riceviamo queste email, segno della confusione tangibile che è possibile cogliere tra coloro che si avvicinano al mondo dell’insegnamento.

vi scrivo per avere delle delucidazioni in merito al percorso da fare per diventare insegnante, una sorta di quadro chiarificatore di tutti i passi da seguire. Ho conseguito la laurea magistrale in “Editoria e scrittura” LM-19 e volevo sapere cosa bisogna fare per ottenere l’abilitazione presso le scuole secondarie di primo e di secondo grado, se bisogna partecipare a qualche concorso oppure è necessario disporre di altri titoli appositi come ad esempio i 24 cfu o qualche altro attinente.

nonostante la mia non più giovanissima età mi sono approcciata nuovamente l’anno scorso all’insegnamento tramite MAD ed ora sto cercando di conseguire i 24 CFU necessari per l’inserimento nelle GPS.
Ho in testa però una grande confusione… La mia domanda potrà apparire banale ma ho veramente bisogno di un chiarimento: cosa si intende per abilitazione? Mi spiego meglio, so che alcune lauree come scienze della formazione primaria ed alcuni diplomi come quello magistrale sono già abilitanti ma chi, come me, ha una laurea vecchio ordinamento in DAMS, o qualsiasi altra laurea, una volta che ha conseguito i 24 CFU è abilitato all’insegnamento nelle secondarie di primo e secondo grado oppure no? E se non è abilitato come si consegue l’abilitazione?
N.B. L’articolo si limita esclusivamente alla scuola secondaria di I e II grado.

Laurea o diploma + 24 CFU

E’ il requisito minimo richiesto nel 2020 per il primo inserimento nelle GPS, graduatorie provinciali e di istituto, valide per gli anni scolastici 2020/21 e 2021/22.
Per laurea si intende il titolo completo, eventualmente integrato con esami o CFU come richiesto dal DPR 19/2016  e dm 259/2017. Questa la pagina del Ministero dell’istruzione per consultare il titolo di accesso
I 24 CFU sono quelli del dm 616/2017, in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche.
Analogamente, per le classi di concorso della tabella B cioè le classi di concorso ITP, è stato richiesto diploma + 24 CFU.

Come acquisire i 24CFU

Il decreto del 10 agosto 2017, n. 616 contiene gli allegati A,B,C con le indicazioni degli obiettivi formativi, dei contenuti generali e dei crediti assegnabili.

I 24 CFU potranno essere acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare.

I crediti potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Si potranno acquisire per modalità telematica un massimo di 12 crediti. Potranno essere riconosciuti anche i crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di ricerca, Scuole di specializzazione.

Sei crediti, inoltre, vanno acquisiti in almeno tre di questi ambiti disciplinari:

1) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; 2) psicologia: 3) antropologia; 4) metodologie e tecnologie didattiche.

Tabella Miur su come conseguirli e come certificare quelli già conseguiti

I 24 CFU saranno ancora necessari?

Recentemente il Ministro Bianchi ha messo in discussione la validità dei 24 CFU come percorso di accesso all’insegnamento

Bianchi boccia i 24 CFU: “Non sono più un modello corretto per diventare insegnante. Pensare ad un percorso abilitante già dall’Università” [VIDEO]

Si tratta di questioni al momento teoriche, al momento la normativa rimane quella indicata nell’articolo e inserita nell’OM n. 60/2020. Nei prossimi mesi è attesa la riapertura e aggiornamento delle GPS e vedremo se ci saranno o meno delle novità.

Chi ha laurea + 24 CFU non è “abilitato”

Il docente in possesso di laurea (con i CFU per accedere alla classe di concorso) + i 24 CFU in discipline psicopedagogiche e metodologie didattiche è in possesso del titolo idoneo all’insegnamento, ma non ha ancora l’abilitazione, che si ottiene con specifico percorso.
Quale il percorso per ottenere l’abilitazione all’insegnamento
E qui la confusione, purtroppo, aumenta.
Nel 2019 (era pre Covid) il Decreto Scuola trasformato nella legge 159 del 20 dicembre 2019 aveva messo alcuni punti fermi. Le possibilità di acquisire l’abilitazione erano parecchie, pertanto ciascun insegnante poteva partecipare a una o più procedure.

Procedura straordinaria abilitante

Innanzitutto la procedura straordinaria finalizzata al conseguimento dell’abilitazione indetta con DD n. 497 del 21 aprile 2020 riservata ai docenti in possesso dei seguenti requisiti

a. aver svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, tra l’anno scolastico 2008/09 e il 2019/20. Ammesso anche il servizio misto, presso le istituzioni statali, paritarie e IeFP

Il servizio svolto su posto di sostegno, anche in assenza di specializzazione, è considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria per la classe di concorso, fermo restando quanto previsto alla lettera b).

b.aver svolto almeno una annualità di servizio, tra quelle di cui alla lettera a), nella specifica classe di concorso per la quale si sceglie di partecipare.

c. titolo di studio di accesso idoneo per la classe di concorso scelta.

Le domande sono state presentate entro il 15 luglio 2020, i docenti interessati hanno anche pagato il contributo di segreteria, ma da allora su questa procedura è calato un imbarazzante silenzio, rotto solo recentemente – e senza al momento sortire alcun effetto  – dalla sottosegretaria Floridia.

Il concorso straordinario per il ruolo

E’ l’unico – tra le prove previste dalla legge 159/2019, ad essere stato svolto e da cui sono stati conferiti anche gli incarichi a tempo indeterminato. I docenti che hanno superato l’unica prova scritta prevista hanno conseguito l’abilitazione con l’assunzione in ruolo oppure con l’inserimento in graduatoria e la supplenza almeno al 30 giugno nell’anno scolastico 2020/21. La nota del Ministero dell’istruzione del 22 luglio 2021
I docenti che non sono stati ancora assunti in ruolo e che non avevano la supplenza richiesta nel 2020/21, potranno conseguire l’abilitazione già dal 2021/22, se ce ne saranno le condizioni. Concorso straordinario, come conseguiranno l’abilitazione i docenti che non hanno avuto supplenza nel 2020/21

Il concorso ordinario

Altra possibilità data dalla legge 159/2019. Il concorso, indetto con DD n. 201 del 20 aprile 2020, è stato riservato ai docenti in possesso di abilitazione o laurea + 24 CFU in possesso entro la data di scadenza per la presentazione della domanda, fissata al 31 luglio 2020.

Neanche questa procedura si è ancora svolta, anche se le prove dovrebbero essere ormai prossime. Concorsi ordinario e straordinario verso l’avvio, entro 22 ottobre censimento aule

I docenti che supereranno tutte le prove, anche se non dovessero rientrare tra i posti a bando e quindi non centrare l’obiettivo dell’assunzione a tempo indeterminato, conseguiranno l’abilitazione per la classe di concorso oggetto del concorso.

Nuovo concorso straordinario

Quest’ultimo concorso, previsto entro dicembre 2021, è stato inserito nella normativa dal Decreto Sostegni bis, limitamente ai posti residui delle immissioni in ruolo 2021/22 (fermo restando l’accantonamento per i concorsi ordinari).

E’ riservato ai riservata ai docenti che abbiano svolto, entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione, tre annualità di servizio nelle scuole statali (valutate come tali ai sensi dell’articolo 11/14 delle legge n. 124/99), anche non consecutive, negli ultimi cinque anni, di cui una specifica, ossia prestata nella classe di concorso per cui si partecipa.

I vincitori della prova selettiva disciplinare svolgeranno un percorso di formazione. Alla fine del percorso, il docente valutato positivamente, potrà essere assunto a tempo indeterminato dall’anno scolastico 2022/23.

Seppure non esplicitamente indicato nel Decreto, si presuppone che in questo caso l’abilitazione si conseguirà con l’assunzione in ruolo, dato che la graduatoria sarà ad esaurimento.

Come conseguiranno l’abilitazione i docenti che non rientrano nei concorsi già avviati?

E chi non rientra in questi percorsi che dovrebbero occupare l’autunno inverno 2021/22  e determinare il nucleo da cui effettuare le assunzioni in ruolo dell’estate 2022?

Il decreto Sostegni bis ha indicato procedure snelle per lo svolgimento delle prove dei concorsi ordinari.

E proprio sui concorsi ordinari punta anche il Ministro Bianchi. Così il titolare del dicastero a giugno

Bianchi: “Dal prossimo anno concorsi annuali. Entreranno i giovani preparati”

Ad ottobre durante la conferenza stampa di presentazione dei progetti legati al PNRR afferma “Per quanto concerne la scuola primaria preciso che c’è già una laurea abilitante, ma in generale per il reclutamento stiamo lavorando puntando molto sulle competenze, che poi sono quelle pedagogiche della professione insegnante. Ciò significa selezione basata, non solo su competenze strettamente disciplinari, ma anche su competenze provenienti dal tirocinio”.

Sullo sfondo il Patto per la scuola siglato con i sindacati a Palazzo Chigi il 20 maggio scorso, che per quanto riguarda la formazione iniziale afferma “Potenziare la formazione iniziale dei docenti della scuola secondaria, anche basandola su un modello formativo strutturato e integrato tra le Università e le scuole, idoneo a sviluppare coerentemente le competenze necessarie per l’esercizio della professione.”

Insomma, cosa rispondere a chi chiede “come si consegue l’abilitazione all’insegnamento”? Dipende.

Nel frattempo val la pena di inviare le domande di messa a disposizione per avviarsi alla professione e attendere la riapertura delle GPS nel 2022.

Supplenze MAD: chi partecipa, punteggio, caratteristiche del contratto [LO SPECIALE con le FAQ]

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito