Come sarà la scuola (primaria) a settembre? Lettera

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Inviato da Fabio Albanese – In questi giorni leggiamo decine di interviste ad “esperti” convinti che a settembre sarà possibile “garantire” il distanziamento “tra le bocche” dei bambini.

Comprendo che sulla carta tutto funzioni, ma, mi chiedo se questi “esperti” abbiano mai messo piede in una vera classe della scuola primaria, o fatto accoglienza ai bambini o accompagnato gli stessi da un punto all’altro della scuola.

Probabilmente gli “esperti” immaginano tanti robottini controllati a distanza, muniti di sistema GPS che impedisce loro di avvicinarsi a meno di un metro e che rimarranno ancorati per ore al loro banco. Con insegnanti riparati sulla cattedra a due metri di distanza dai bambini.
Immagini un po’ da libro Cuore e ben lontane dalla realtà.
Cari “esperti”, aprite gli occhi. Non sarà, in alcun, modo, possibile garantire alcun distanziamento protratto nel tempo tra i bambini. A meno di non instaurare, a scuola, un clima di paura dell’altro e repressione continua di ciò che è il comportamento normale di un bambino .

Mi sbaglierò, ma sono convinto che lo scenario reale a cui assisteremo sarà più o meno questo: appena entrati nell’area della scuola, come fanno di solito, i bambini cercheranno i loro compagni correndo all’impazzata. Li troveranno, si salteranno addosso. La maestra cercherà di dividerli, ma appena ne inquadra due, altri quattro, poco più in la faranno lo stesso. E poi saliranno le scale o percorreranno i corridoi, e litigheranno su chi è primo e chi è ultimo. E si spingeranno. E la maestra si fermerà, tornerà indietro a capire perché stiano litigando. E mentre fa questo, i bambini ad inizio fila, correranno verso l’aula per vedere chi arriva primo. E poi ci sarà il bambino felice che avrà l’ardire di gettarsi tra le braccia della maestra, la quale, a questo punto, sarà in dubbio se prenderlo al volo o fare un balzo indietro di due metri per rispettare le “sagge linee guida” degli “esperti”.
Devo continuare e raccontare una “giornata tipo” con una classe di scuola primaria o posso fermarmi ?

Allora, non raccontiamoci storie, le ipotesi sono due: o si deciderà che non vi sono rischi, e la scuola potrà riprendere nella sua normalità di sempre (perché esiste una sola “normalità”), o, come sta succedendo, per scaricare le responsabilità, chi ha il compito di trovare le “originali
soluzioni” continuerà ad immaginare scenari irrealizzabili, scaricando su dirigenti (prima) e docenti (poi) la responsabilità di attuare misure impossibili da mettere in pratica. Creando una situazione di continui conflitti, tensioni e, certamente, rischi, che creeranno disagi a bambini, insegnanti e, alla fine, ai genitori stessi, scontenti di una scuola che rischia di assumere la fisionomia di un carcere.
A proposito, ricordo che chi entra a scuola, siano esso un bambino, un ragazzo o un adulto che vi lavora, ha tutto il diritto di entrare a scuola sano ed uscirne sano. Senza fare da cavia a sperimentazioni operative impossibili da mettere in pratica. E, vi prego, evitiamo di fare confronti con altre realtà (uffici, negozi, bar…). La scuola è un luogo particolare con caratteristiche proprie.
E sarebbe bello che a parlarne fosse solo chi la conosce davvero.

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