Come ritorneremo a settembre? Modello di lettera del Dirigente in merito alla ripresa delle attività didattiche

Come ritorneremo a scuola a settembre? È questa la domanda che si sono posti parecchi dirigenti scolastici, in primis, e che continuano a porsi docenti, alunni, personale ATA e genitori.
Le scuole chiuse hanno reso i bambini vulnerabili; da mesi tutti, per queste ragioni, in primis il governo, vogliono che tutti gli alunni delle scuole italiane, di qualunque ordine e grado, tornino in classe in autunno (a fine estate, per la verità), ponendo fine a un’assenza che dura già da quasi sette mesi per molti di essi.

“Siamo già stati molto chiari sul fatto che vogliamo vedere tutti i bambini e tutti i ragazzi di tutte le classi tornare a scuola a settembre. Questo è ciò per cui stiamo lavorando da mesi”, ha detto più volte il ministro dell’Istruzione. È una promessa che molti genitori continuano a sentirsi dire da mesi, con l’auspicio, di tutti, per la verità, che le lezioni online finiscano, definitivamente.

Le sfide logistiche

Ma la domanda molto più complicata alla quale rispondere è come farlo. Anche se si riducono le distanze sociali e si riducono gli alunni nelle classi (ma sarà davvero così?), ci saranno ancora enormi sfide logistiche.

I dirigenti scolastici ormai da tempo avvertono, e lo fanno con ripetuto coraggio i sindacati, che qualsiasi distanza sociale ci sarà, anche di mezzo metro (volendo davvero andare molto sotto quello indicato dalla scienza e dai comitati appositamente istituiti), saranno necessarie, comunque, più aule e insegnanti aggiuntivi.
Molte scuole stanno lavorano in un “buco nero dell’informazione”. Rincorrono le norme e si adeguano alle mutevoli e mutanti condizioni. La scadenza di settembre sta arrivando e ci sarà una posta in gioco politica alta se ci sarà un fallimento nella sua realizzazione organizzativa didattica.

Nel Regno Unito: 15 alunni e più docenti alla Primaria

In realtà la vera scommessa sarebbe stata, come lo è stata per il Dipartimento per l’istruzione (DFE) inglese, la divisione a metà e il contenimento a non più di 15 alunni, delle classi della scuola primaria (la vera difficoltà per la scuola). Nel Regno Unito ciò ha permesso banchi distanziati il ​​più possibile e orari di ingresso, pranzo, pausa, e ritiro, il più possibile non coincidenti tra le classi. Le scuole hanno considerato di introdurre la circolazione unidirezionale o di posizionare un divisorio in mezzo al corridoio, per tenere separati i giovani.

I due scenari possibili

E mentre si parla e piovono proposte, l’una contraddittoria all’altra, i dirigenti scolastici si stavano preparando per due scenari possibili, per l’autunno imminente:

  • usare i turni per scaglionare il ritorno degli alunni;
  • riportare gli studenti tutti, contemporaneamente, in classe e in mezzo a una “assenza di informazioni” chiare e univoche da parte del Ministero dell’Istruzione e della Sanità (Protocolli e Linee guida, prescindendo).

Il desiderio e la realtà

Il desiderio di riportare tutti gli alunni in classe è corretto, ma sarebbe il caso di comprendere quali tra gli scenari che si stanno pianificando è il più percorribile. Questo serve alle comunità scolastiche per superare questo inizio di primo quadrimestre e per pianificare il nuovo anno scolastico, a settembre, con maggiori certezze, a partire proprio dalla data di inizio: un non senso partire per fermarsi dopo 4 giorni per il referendum e le molteplici consultazioni elettorali regionali. Più opportuno sarebbe stato: anticipare la consultazione di una settimana o postergare (cosa meno utile) l’inizio delle lezioni.
Le speranze del ministro, però, non sono sufficienti. Se i requisiti di allontanamento sociale – per fermare un secondo picco – si dovessero confermare, la maggior parte delle scuole non potrebbe avere più di 20 bambini o ragazzi in una classe, nonostante le mascherine.

La lettera di inizio scuola

Molti dirigenti scolastici stanno inoltrando, in questi giorni, a docenti, al personale ATA, agli studenti e alle loro famiglie, lettere per chiarire la ripartenza e per tranquillizzare operatori e utenti. Quella che alleghiamo è stata realizzata dal professore Vincenzo Caico, dirigente scolastico dell’istituto Statale d’istruzione Superiore “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO) che si è preparato al primo di settembre con attenzione ad ogni eventualità e con tutte le attività, anche quelle propedeutiche all’inizio dell’anno scolastico, in presenza. Una bella e significativa scommessa.

Scarica il modello di lettera

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