Come risparmiare sulla spesa scolastica, “lasciare che il Sud si spopoli e accorpare gli istituti. Non è una strategia che richiede molto impegno”

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La scuola è fatta di grandi donne e di grandi uomini. Di Dirigenti scolastici illuminati e di docenti che hanno, sempre saputo contribuire, al di là della retribuzione squalificante ricevuta e dell’incapacità dei governi che si sono succeduti di trovare un modo adeguato pere far progredire una categoria professionale (unica al mondo) che muore, con il pensionamento, così come è nata (con la firma del contratto a tempo indeterminato (dopo spesso decenni di precariato svilente).

È fatta di grandi dirigenti scolastici che, nella complessità del loro ruolo, hanno trovato le forze, la voglia, il tempo, la determinazione e il coraggio di parlare di scuola, con toni forti, decisi e talvolta controtendenza. È il caso, e ne parliamo ad inizio di anno scolastico, del dirigente scolastico professore Vito Emilio Piccichè, dirigente scolastico del Liceo Statale “Vito Fazio Allmayer” di Alcamo (TP) e già reggente (e in questa lettera che vi proponiamo lo sottolinea per la qualificata proposta progettuale avanzata) dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” di Camporeale, un piccolissimo comune nella provincia di Palermo. Un comune che vive una stagione d’oro grazie a questa sinergia di intenti con “la scuola: il vero futuro di una comunità” come ripete spesso il sindaco di Camporeale Gigi Cino.

Ripete spesso il professore Vito Emilio Piccichè, il dirigente scolastico che ha creato un polo di istruzione secondaria assolutamente competitivo, per la qualità dell’offerta formativa e del personale docente, con le parole del Cardinale Leo Joseph Suenens “La speranza non è un sogno ma un modo per tradurre i sogni in realtà”.

La lettera: C’è vita a scuola. La ripresa delle lezioni ai tempi di Covid

Il dirigente scolastico professore Vito Emilio Piccichè, dirigente scolastico del Liceo Statale “Vito Fazio Allmayer” di Alcamo (TP) e già reggente (e in questa lettera che vi proponiamo lo sottolinea per la qualificata proposta progettuale avanzata) dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” di Camporeale, in una vibrante lettera alla nostra redazione scrive:

“Che l’Italia meridionale e la Sicilia in particolare, scontino un grave problema di sottosviluppo, se rapportato all’Italia settentrionale e all’Europa continentale, è un fatto noto da tempo.

Commissioni, esperti, con corposi studi e relazioni, hanno analizzato il problema, producendo quintali di cellulosa, sicuramente non tutta da cestinare, ma certamente, generalmente, non andando spesso oltre la diagnosi, se non con dispersi propositi ed alcuni progetti, senza una visione complessiva e, soprattutto, senza molta convinzione.

E la scuola?

La scuola ha continuato a produrre graduatorie, concorsi riservati ed ordinari da una parte e, dall’altra, ad offrire formazione direttamente proporzionale all’entusiasmo di docenti, di dirigenti scolastici ed operatori scolastici, fra acronimi e neologismi, sempre diversi e sempre uguali.

Ma la forza della vita nella scuola è insopprimibile, per il semplice fatto che si nutre di perenne gioventù.

L’entroterra siciliano nasconde meraviglie di risorse umane, di cultura, di tradizioni, di paesaggi, di archeologia, di sapori, di profumi; nel tempo si è perso il gusto di annusarli per cibarsene, fino a smarrire l’entusiasmo e il senso di sazietà e di appagamento”.

Piccole comunità, scuole sottodimensionate e presidi incaricati lottano stanno cercando di capire prima di perire

Il preside delle grandi lotte, se ne conoscono molteplici di spessore, come quella per non smembrare il liceo che dirige, vittima dell’assenza di una seria programmazione dell’ex Provincia di Trapani, scrive ancora:

“Una scuola sottodimensionata, senza un preside titolare, ma reggente, a causa del pauroso calo demografico, che accoglie insieme le piccole comunità di Camporeale, Grisì e Roccamena, sta cercando di capire prima di perire, prima che, con un decreto, si sancisca la perdita della sua autonomia, con accorpamento della stessa ad altra realtà di altro paese limitrofo, affinché di due scuole, entrambe atrofizzate nei numeri, se ne faccia una, con sicuro risparmio di spesa per le casse statali”.

Il paradosso nelle scelte del contenimento della spesa

Qual è il peggior paradosso della storia politica e della scuola italiana? La risposta, lucida, viene dal dirigente scolastico Vito Emilio Piccichè, che scrive “Ora se veramente si vuole risparmiare, paradossalmente basterebbe deprimere ulteriormente questa area del Paese, agevolando lo spopolamento e, di conseguenza, determinando un ulteriore calo demografico. Francamente non occorre un particolare impegno per fare ciò, basta semplicemente lasciare il mondo così com’è!

Questa piccola scuola, che onora Sciascia nella sua denominazione e, chissà, nel suo agire, si scopre vita e vuole non solo capire ma proporre un modello di sviluppo del territorio, non solo possibile ma anche sostenibile, in cui le risorse europee e statali, vengano rese sacre, realizzando le infrastrutture ferroviarie, viarie, culturali, sanitarie, telematiche che consentano alle giovani coppie di rimanere, ed anche di attirare  famiglie ormai costrette ad andarsene, stabilendosi al nord e all’estero”.

Le piccole scuole al tempo del Covid

Vito Emilio Piccichè, oltre che un dirigente scolastico apprezzato e, nelle sue idee programmatiche unico, è un gran sognatore, lui che vive la musica nel sangue e lui che impreziosisce di musica le comunità che hanno dimenticato il piacere delle note, delle poesie e il valore del sogno. Nella sua missiva sparge idee, valuta proposte e fa costatazioni, talvolta amare e assai utili per continuare a vivere, speriamo, e mai più a sopravvivere:

“Da tempo a Camporeale si parlava di ciò, prima nello staff di presidenza, poi nella scuola, con il desiderio di coinvolgere i Sindaci del territorio e la politica.

Il COVID 19 ha accelerato il processo di cui la scuola camporealese aveva colto da tempo immediatamente le potenzialità connesse alla grave crisi generata dalla pandemia, prima ancora che il Wall Street Journal, ripreso dal Sole 24ore il 19 agosto scorso, annunciasse al mondo che a San Francisco e nella Silicon Valley, la pandemia, con il conseguente processo di diffusione massiccia dello smart working, aveva prodotto nell’area un calo del mercato immobiliare del 15%. Impiegati e dirigenti delle grandi aziende di San Francisco, infatti, hanno spostato il loro domicilio nei paesi di origine o nelle aree interne degli Stati Uniti, dove i costi degli immobili sono decisamente inferiori, continuando a lavorare da casa e, di conseguenza, risolvendo i loro costosissimi contratti di affitto in città.

Nel riprendere la notizia, Il Sole 24ore si chiedeva cosa succederebbe se lo stesso fenomeno si verificasse a Milano e nel suo hinterland.

Insomma, ciò che era stato prefigurato mesi prima dagli organi collegiali della piccola scuola camporealese, dedicata a Leonardo Sciascia, si era realizzato a San Francisco e si verificherà a livello globale.

L’intuito delle piccole scuole e dei tanti “entroterra”, “piccole isole” e “comunità montane” talvolta lasciati soli

“Si è intuito, nell’entroterra della Sicilia occidentale, non solo che la crisi pandemica porta in sé grandi occasioni di sviluppo per i borghi e i piccoli centri, ma soprattutto che la scuola non può solo essere vittima dello spopolamento ma artefice, stimolo e traino, per un rilancio che renda appetibile il ritorno in aree tanto bucoliche quanto sempre più deserte, di interi nuclei familiari, con al seguito numerosi bambini desiderosi di imparare e di porre milioni di perché alle loro maestre” scrive Vito Emilio Piccichè, il dirigente che fa sognare i suoi alunni e i suoi colleghi docenti, come li ama chiamare lui.

“L’idea di sviluppo di cui la scuola si è fatta promotrice – scrive il DS Vito Piccichè – , si muove su alcuni assi principali, ispirati dalla convinta certezza che solo offrendo servizi di qualità, in termini scolastici, telematici, di mobilità, sanitari, alle persone, si creerebbero le condizioni per un ripopolamento dell’intera Sicilia occidentale, con rientro, spinte anche dallo smart working e dai minori costi degli immobili, di tante famiglie che da anni vivono altrove, dissuadendo al contempo chi sta per andare via”.

La scelta dell’eccellenza

“In particolare, si dovrebbe da un lato puntare alla creazione di pochissimi poli scolastici di eccellenza internazionale, in alcuni settori strategici: arte, cultura, turismo; agricoltura ed enogastronomia; intelligenza artificiale e telecomunicazioni.

Parallelamente non è più rinviabile la realizzazione del doppio binario e l’elettrificazione della rete che partendo da Palermo Punta Raisi, raggiunge Trapani, sia via Milo che via Castelvetrano, in meno di un’ora.

Al contempo occorrerebbe portare a completamento l’ottocentesco progetto ferroviario, Palermo Lolli – Salaparuta, in parte realizzato ed abbandonato negli anni ’30 del secolo scorso, raddoppiando ed elettrificando la linea oltre Salaparuta, in modo da collegarla, all’altezza di Gibellina-Salemi, alla ferrovia Palermo Trapani, via Castelvetrano.

Il tutto associato al ripristino della disastrata viabilità stradale interna dell’area.

Le persone inoltre devono potersi curare in modo eccellente in Sicilia, senza essere costrette a costosissimi, per la Regione Siciliana, viaggi in ospedali del nord, e poter avere la speranza, affidandosi alla sanità siciliana, di prolungare e bene la propria vita per altri anni ancora.

Il tutto associato a mirati ed efficaci incentivi per far radicare giovani famiglie, con bambini in tenerissima età, nei nostri paesi, in modo che frequentino scuole eccellenti di cui occorre curare il verde, l’estetica, le strutture, essendo generalmente dotate di buoni insegnanti già formati, per esperienza e cultura, allo spirito delle piccole comunità e del buon vicinato” continua con una lucidità eccezionale il dirigente scolastico Vito Emilio Piccichè.

La creazione di un brand del territorio e il ruolo delle scuole italiane

La lettera del preside Piccichè, a tratti commuove, trasporta i tanti lungimiranti della storia lungo il crinale della progettualità necessaria e condivisa, quando scrive “La creazione di un brand del territorio, che punti ad esempio su un festival nel campo enogastronomico ed artistico, diffuso su tutto il territorio e di spessore internazionale, completerebbe il quadro, facendo conoscere la nostra realtà a livello globale, con benefici facilmente intuibili anche sul mondo delle nostre piccole imprese e sul turismo.

Il progetto si pone nettamente in linea con il Green New Deal europeo, e potrebbe attingere ai fondi di NeXt Generation EU.

Favorisce, infatti, la transizione energetica ed ecologica, prevedendo, da un lato, un massiccio investimento sul ferro, andando conseguenzialmente ad abbattere la mobilità su gomma, e dall’altro il potenziamento dello smart working, che decongestionerebbe i grandi agglomerati urbani, dove tante persone del luogo negli anni avevano trovato lavoro”.

Il sogno di Leonardo Sciascia, che fu anche di Danilo Dolci e di Ludovico Corrao e le scuole italiane

“Il Sole 24ore del 23 agosto scorso ha analizzato, le prospettive che si aprono a causa del Covid-19 che, di fatto, ha generato una notevole spinta a ridare vita ai borghi, con conseguente progressivo distanziamento dalle affollatissime e costose città.

Ad occhi aperti, e con ferma concreta determinazione, abbiamo lo stesso realizzabile sogno di Leonardo Sciascia, che fu anche di Danilo Dolci e di Ludovico Corrao:

“Sai cos’è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando”. Ora siamo ad un bivio della storia: o il sogno diventa realtà, rapidamente e ben fatto, o possiamo mettere il lucchetto a questa e ad altre parti del nostro Paese, con tutti i rischi connessi per la stessa unità nazionale”.

Il progetto di sviluppo del professore Vito Emilio Picciche, il dirigente e la sua comunità

Ha ragione il professore Vito Emilio Piccichè che si è fatto collante di una strepitosa proposta che alleghiamo. In una lettera a All’On. Nello Musumeci Presidente della Regione Siciliana, al Prof. Leoluca Orlando Presidente della Città Metropolitana di Palermo, ai Signori Sindaci del territorio, al Prof. Roberto Lagalla Assessore Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale, All’Avv. Marco Falcone Assessore Regionale delle Infrastrutture e delle mobilità, AL Dott. Ruggero Razza Assessore Regionale alla Salute, e per conoscenza al Prof. Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri, all’On. Giuseppe Provenzano Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, alla stessa On. Lucia Azzolina Ministro dell’Istruzione e, naturalmente, al Dott. Stefano Suraniti Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e al Dott. Marco Anello Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo presenta il suo “Progetto sviluppo al servizio del territorio e per il ripopolamento”. Il progetto che, riteniamo, possa essere il progetto di ciascuna scuola italiana che soffre e non sa come contrastare questo mortale fenomeno che impoverisce i tanti piccoli e piccolissimi centri. In sei punti, cruciali, che invitiamo a far vostri, il futuro delle piccole comunità e delle piccole scuole.

PROGETTO SVILUPPO AL SERVIZIO DEL TERRITORIO

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