Come riformerei l’esame di Stato. Lettera

Conformemente con quanto esposto in altra occasione, in merito al sistema scolastico, anche per quanto concerne l’Esame di Stato, adotterei il sistema universitario.

Com’è concepito attualmente? Il Consiglio di Classe valuta se sia il caso o meno di ammettere all’esame gli studenti, anche se privi della sufficienza reale in tutte le discipline. Accade che persino dei 4 possano passare al 6, e con la riforma del Ministro Fedeli la situazione peggiora ulteriormente, in quanto si verrà ammessi anche con gravi insufficienze, purché la media dei voti sia del 6. L’Esame è attualmente una vera e propria sequela di assurdità, perché accade spesso che si assista ad una mortificante delegittimazione delle valutazioni date durante gli scrutini finali, che, ricordiamolo, sono il frutto di molti voti dati durante l’anno scolastico, e a volte accade addirittura che ci sia una vera e propria autolegittimazione, nel caso in cui si sia membri interni, in quanto all’esame, in seguito ad una Terza Prova, e a pochi minuti di conversazione, si può giungere ad una valutazione anche sensibilmente distante da quella data appena poche settimane prima. Molti colleghi non si rendono conto di ciò, o ritengono che sia giusto così, in quanto si tratta di un esame, e che quindi tutto si debba azzerare. Ma, dico io, siamo proprio sicuri che una valutazione frettolosa, pur se fatta con onestà professionale, sia più attendibile di quella che è frutto di tante valutazioni, scritte e/o orali, date durante un intero anno scolastico? Io dico di no. Per non parlare, poi, degli indecorosi giochetti per salvare le cosiddette eccellenze, o per “regalare” una promozione, attraverso aggiustamenti agli scrutini, agli scritti, e infine all’orale. Il colloquio, infine, da interdisciplinare, si riduce ad una serie di interrogazioncine di pochi minuti, attraverso le quali molti docenti esterni hanno persino la presunzione, non solo di valutare meglio del collega che ha seguito la classe per un intero anno scolastico, e che spesso conosce gli studenti da un quinquennio, ma persino di valutare l’operato del docente interno.

Come riformerei quindi gli Esami di Stato? Semplice: esattamente copiando il modello universitario, dove si assegna ben altro titolo di studio, senza esaminare nuovamente il candidato nelle varie discipline, ma valutando la sola tesi. Attualmente le tesine sono normalmente frutto di un indecoroso copia e incolla da Wikipedia, a parte alcune anche molto apprezzabili. Pertanto io confermerei le valutazioni date agli scrutini finali, e farei sostenere la sola discussione della tesi, assegnando ad essa dei punti da sommare alla media dei voti conseguiti. Detta tesi dovrebbe vertere su una o più discipline correlate, e dovrebbe essere il frutto di una ricerca seria e approfondita compiuta durante l’intero ultimo anno scolastico. Per accedere all’esame, o meglio, alla discussione della tesi, sarà ovviamente necessario che lo studente abbia conseguito la sufficienza reale in ogni singola materia di studio. Va da sé che se lo studente è rimasto indietro in alcune materie, dovrà provvedere a colmare ogni lacuna, prima di sostenere la discussione della tesi, e questo comporterà che il suo titolo di studio attesterà competenze e conoscenze effettive in tutte le discipline.

Troppo spesso assistiamo alla critica anche feroce nei confronti di tutta la Scuola italiana, additando ingenerosamente, ingiustamente ed in modo semplicistico i docenti, quali unici responsabili del fallimento dell’istruzione, ma, per contro, si continua a proporre riforme che non fanno che peggiorare il livello di istruzione conseguito. Troppo comodo dare le colpe a chi subisce un sistema scolastico, e che pur cercando di ottimizzare il proprio impegno didattico e di conseguire i risultati migliori, si trova a scontrarsi con regole burocratiche che rendono nullo tutto il suo operato. Che senso ha dire che il livello culturale dei diplomati è scemato, e poi, per contro, imporre la promozione anche a chi non ha neanche conseguito gli obiettivi minimi? Questo atteggiamento schizofrenico serve solo a colpevolizzare e delegittimare i docenti, che non hanno alcuna colpa, se non quella di accettare un sistema scolastico privo di logica e fallimentare, che ha come unico destino quello di rendere il popolo italiano sempre più ignorante.

 

Prof. Giuseppe Firinu

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