Come insegnare Latino e Greco, una nuova didattica per il nuovo millennio

di Eleonora Fortunato
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Docenti di lingue classiche da tutta Italia lo scorso fine settimana a Roma, nella Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza.

Organizzato dal Centrum Latinitatis Europae, il convegno internazionale “Latino e greco per il nuovo millennio” ha registrato gli scorsi 21 e il 22 settembre un’affluenza di sicuro interesse, a testimonianza del sempre maggiore desiderio di rinnovamento didattico che i docenti di lingue classiche avvertono.

Presieduti e coordinati dal presidente internazionale del CLE, Reiner Weissengruber, i lavori del sabato mattina hanno preso inizio con la comunicazione della Dott.ssa Marinella Linardos, psicanalista e presidente della Comunità Ellenica di Roma, che si è soffermata sui processi inconsci dell’apprendimento e su come i contenuti dell’insegnamento modifichino profondamente le strutture cerebrali dei discenti, sottolineando l’eccezionale apporto che lingue fortemente ‘differenzianti’ come il latino e il greco apportano alla struttura logica di chi le apprende.

La Professoressa Martina Adami, preside del Liceo Classico di lingua tedesca di Bolzano, ha invece tracciato un confronto tra mondo italiano e tedesco, presentando le criticità e i punti di forza dei programmi di insegnamento del latino e del greco nel suo territorio e illustrando, in particolare, la strutturazione dell’esame conclusivo dopo la sesta e l’ottava classe di latino. Forte da parte sua l’invito rivolto ai colleghi italiani a difendere la libertà e la discrezionalità che consente loro di scegliere quali autori e quali opere studiare nel corso dell’anno, prerogativa che Oltralpe è sempre più soffocata da richieste ministeriali cogenti.

Le docenti del Liceo Classico “A. Torlonia” di Avezzano Antonella Tibaldi e Amina Carusi hanno, invece, presentato la ricca sinergia che il loro istituto tesse con le attività e le imprese del territorio (progetto Agorà, laboratorio teatrale etc.), iniziative che consentono ai ragazzi di attualizzare i contenuti del loro apprendimento e ai docenti di far vivere l’istituto come punto di riferimento culturale per l’intera cittadinanza. Utile l’accenno alla certificazione del latino, una consuetudine che va pian piano affermandosi anche nel nostro paese grazie agli sforzi della Consulta Universitaria Studi Latini, agli Uffici Scolastici Regionali e a vari atenei.

Il Professor Gianfranco Mosconi, studioso di storia antica e docente al Liceo Classico “Vivona” di Roma, ha invece voluto dissacrare una pratica didattica consolidata come quella del brano ‘da versione’, mostrando le aporie e gli errori che, spesso presenti anche nei più blasonati libri di testo, non solo non agevolano il processo di comprensione dello studente, ma lo turbano.

Di sicuro rilievo anche le comunicazioni della professoressa Ersilia Dolci su musica e metrica, del professor Paolo Madella sull’importante apporto che anche l’iconografia può dare all’insegnamento, della Professoressa Francesca Romana Nocchi e del Professor Cristiano Luciani sui contatti tra Liceo e Università, ma il momento culminante della mattinata è stato senz’altro la riuscitissima performance dei ragazzi del Liceo Classico “Foscolo” sui versi dell’Ecuba di Euripide, risultato dell’originale progetto di didattica performativa che ci è stato illustrato dalla docente Marcella Petrucci.

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