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Come insegnare educazione civica attraverso il metodo degli “approcci concreti” e la “Clessidra di difesa”

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Certamente molti di noi hanno potuto sperimentare, di persona, cosa può accadere quando agli studenti viene insegnato a intraprendere un’azione civica, concretamente. Senza impegno civico, la conoscenza civica è una strada impercorribile.

Che si tratti di una campagna di donazioni per raccogliere provviste per i bambini maltrattati, di una giovane donna che gioca nel campionato di calcio femminile italiano che decide di donare parte del suo ricavato, o solo del numero di studenti che, dopo alcune campagne civiche promosse a scuola, se ne creano significative di loro, molti docenti sono, di fatto, circondati dagli effetti duraturi dell’azione educativa e formativa (più generalmente parlando). Ci troviamo davanti, senza ombra di smentita, la più grossa operazione di apprendimento civico basato sull’esperienza personale (per chi la incentiva e pratica nel quotidiano, con i piccoli gesti e le piccole scelte inclusive).Tutti abbiamo l’opportunità di fare lo stesso: guidare e insegnare agli studenti come essere membri attivi della democrazia ben oltre la stagione scolastica (più o meno lunga che sia). L’educazione civica, appena riproposta, infatti, se insegnata con metodologie non dissimili da quelle delle altre discipline, come ci siamo detti più volte, rischia di essere un fallimento, non adeguata all’età e alle esigenze dei nostri alunni e incapace di colpire nel segno. Sarebbe, nonostante le più rosee intenzioni, un fallimento sul nascere.

Cos’è l’azione civica?

L’azione civica affronta le cause profonde dei problemi della comunità e incoraggia gli studenti a esaminare il motivo per cui esiste un problema in primo luogo.
Usiamo gli animali come esempio: se il problema fosse il numero di animali nei rifugi, l’adozione di ogni cane e gatto potrebbe sembrare una soluzione. Ma in realtà non affronta la causa principale e non risponde affatto alle domande più rilevanti: perché ci sono così tanti animali nei rifugi? Perché le persone non li adottano? La fase finale del processo di azione civica riguarda, dunque, necessariamente, le fasi successive: cosa faremo per affrontare questo problema?

Spostare gli studenti dalla responsabilità personale al malessere sociale

Il nostro obiettivo è spostare gli studenti dal pensare solo alla cittadinanza come responsabilità personale a qualcosa di più robusto e, principalmente, di più coinvolgente, dall’Infanzia alla Secondaria di Secondo grado.
Dobbiamo incoraggiare gli studenti a coinvolgere altre persone nell’aiutare a risolvere le cause profonde del malessere della comunità nella quale viviamo e ad affrontare i problemi sistemici o quelli, ancor più gravi, relativi alle politiche.

Il metodo degli “approcci concreti” e la “Clessidra di difesa”

Megan Brandon, un’icona della metodologia per “Approcci concreti”, responsabile del programma regionale presso “Generation Citizen”, ha affermato che la sua organizzazione crede fermamente in una metodologia per l’insegnamento dell’educazione civica basata nel concentrare gli studenti su un problema e sulla sua causa principale che l’ha determinato, prima di incanalarli in azione concrete, attraverso, quello che lui chiama, la loro “Clessidra di difesa”, legata ai fattori intervento, tempo, spazio e azione.

Entro la fine dell’anno, tutti gli insegnanti, afferma Brandon, diranno “è stato davvero potente”. Questa è stata una buona occasione per i nostri studenti di apprendere un concetto che avevano imparato ed essere, effettivamente in grado, di applicarlo. Rivoluzione? In effetti la scelta per competenza dovrebbe, a questo punto, puntare anche all’esperienza diretta, capace com’è, questa, di veicolare valori.

Quali sono alcune sfide che i docenti dovranno affrontare quando insegneranno educazione civica?

Incorporare nuove lezioni e takeaway guidati dall’azione può sembrare scoraggiante, o addirittura impossibile, per i docenti (quelli che verranno individuati per questo percorso dal sapore interdisciplinare) che hanno già poco tempo in classe, specialmente quando così tanti studenti non ricevono questi valori (umani e civici) da nessun’altra parte. E parliamo delle nostre periferie (le grandi città), dei paesi ad alta incidenza di abbandono, e così via.
La preoccupazione orario

La più grande preoccupazione che troviamo su tutta la linea … è davvero il momento di dirlo… nonostante le 33 ore, è e rimane il tempo [degli insegnanti] con gli studenti‚ il loro tempo per dare un corpo ai contenuti che il ministero ha voluto scandire con meticolosità: è così limitato da impedire un’azione più incisiva, ma è sempre ugualmente utile. Andava addizionato al “tempo scuola”, non sottratto da altro, di fatto precarizzando una scelta alta e nobile. Vero è che queste lezioni saranno inserite nel curriculo esistente, più facilmente di quanto gli insegnanti si aspettino, ma non si deve mai dimenticare che esse devono assolutamente rimanere flessibili e i loro docenti devono essere i depositari di saggezze scevri da condizionamenti personali e possedere (si può misurare ciò? I colleghi certamente) una mente aperta. Nel predisporre il curriculo nel PTOF è necessario, assolutamente, incorporare l’educazione civica nel curriculo ove meglio si adatta a ogni insegnante e ad ogni classe. Dal generale, necessario e obbligatorio (per norma e funzionalità) è fondamentale calarci nelle singole classi per verificare chi è più adatto a fare e non chi ha più ore da “sfoltire” (perché di questo si parla nelle nostre scuole).

Educazione civica e politica

Un’altra preoccupazione comune tra gli educatori è che l’insegnamento dell’educazione civica solleverà intrinsecamente la politica (l’azione per la polis). Qualsiasi tentativo di mantenere le cose apolitiche è impossibile perché nulla è apolitico, ma inquadrare le questioni giustamente e senza condizionamenti partitici (questo sì) è importante. È necessario incoraggiare i docenti (di qualunque grado siano) a ricordare agli studenti che ci sono più di due aspetti in ogni questione, che ognuno è influenzato dalle proprie convinzioni e che è importante tenere in considerazione queste cose quando si affrontano le cause profonde.

L’azione civica

Insegnare

Incorporare lezioni sui principi di base della cittadinanza e della democrazia, comunque nel loro insegnamento, anche oltre lo steccato delle 33 ore esigue. C’è molto da imparare su come funziona il governo e sulla storia del governo degli Stati Uniti, ma inizia con concetti che sono fondamentali per l’idea di cittadinanza attiva.
Inquadra ogni lezione con un’azione di follow-up.

Gli esempi

Per esempio:

  1. Cos’è la costruzione del consenso e come possiamo ottenerlo?
  2. Cos’è una piattaforma politica e come dovremmo leggerla?
  3. Chi ci rappresenta nel governo locale e come posso contattarli?

Più risorse:

  • I giochi civici – proporre giochi gratuiti e programmi di lezioni per insegnare agli studenti di tutte le età tutte le aree della cittadinanza e del governo. Gli argomenti includono il bilancio statale e europeo, i tribunali della nostra nazione, le elezioni e altro ancora.
  • Risorse per l’educatore da recuperare negli archivi nazionali: dall’amministrazione ufficiale dei registri comunali a quelli regionali e statali (i dati statistici, ad esempio, i dati elettorali), questo è utile per l’insegnamento alla lettura responsabile dei documenti primari. I ragazzi leggono Facebook pensando di leggere dati ufficiali.
  • Libreria civica: pensare di realizzare, in ogni plesso, una libreria di risorse gratuite contente una raccolta di riepiloghi di casi civici da affrontare (azioni di sensibilizzazione e campagne pubblicitarie (raccolta differenziata, aiuto le persone più sfortunate, immigrazione, adotta un cane, adotta il nonno, e così via), processi simulati e piani di lezioni incentrati sul sistema

Compagno

Sarebbe necessario invitare i leader locali (non solo i sindaci, dunque, anche chi detiene il potere economico o di rappresentanza) nella tua classe per parlare con gli studenti delle questioni che sono importanti per loro. Politici, funzionari pubblici, leader della comunità e altri esperti che possono contribuire alla conversazione.
Una delle tue più grandi risorse è la tua comunità. Il cambiamento più grande avviene nelle comunità quando le persone si uniscono per creare coalizioni e per lavorare insieme per risolvere i problemi.

Atto

Fornire agli studenti l’opportunità di praticare azioni civiche in un contesto scolastico. Con l’apprendimento esperienziale, gli studenti possono mettere a frutto le loro nuove abilità per cercare di risolvere i problemi del mondo reale.

  • Pratica l’impegno elettorale con una finta elezione guidata dagli studenti. Per molti studenti, questa può essere la loro prima introduzione al voto, alle piattaforme politiche e al processo decisionale di gruppo.
  • I progetti di advocacy consentono agli studenti di identificare, ricercare e risolvere un problema dall’inizio alla fine. Lascia che scelgano un problema che risuoni con loro e lascia che sviluppino un piano d’azione per rispondere.

Cittadinanza: uno sforzo di gruppo

Inquadrare la cittadinanza come uno sforzo di gruppo è importante e può avere un effetto positivo duraturo sulle motivazioni degli studenti ad agire.
I giovani vedono che non devono farlo da soli. Ci sono già persone che lavorano su questioni a cui potrebbero essere interessati i nostri alunni, a cui potrebbero collaborare per creare un cambiamento o imparare come creare le proprie scelte per apportare quel cambiamento civico significativo per un’Italia migliore, in un’Europa capace di ascoltare e in un mondo attento a se stesso e al suo futuro (in prospettiva).

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