Come inizia l’anno scolastico? Dai precari ai pensionamenti di Quota 96, se non si investirà sulla scuola sarà colpa dell’Imu. Governo al tavolo contrattuale con piatto vuoto?

di
ipsef

dp – C’è molta aspettativa, questa è una settimana cruciale in attesa di giorno 9 settembre, quando sarà presentato, almeno secondo gli annunci da parte governativa, il Decreto sulla scuola. E già il Ministro invoca alla cautela.

dp – C’è molta aspettativa, questa è una settimana cruciale in attesa di giorno 9 settembre, quando sarà presentato, almeno secondo gli annunci da parte governativa, il Decreto sulla scuola. E già il Ministro invoca alla cautela.

Dai pensionamenti ai docenti inidonei, dalla trasformazione di tutte le cattedre di sostegno in organico di diritto, un piano triennale di immissioni in ruolo, l’istituzione di un organico funzionale: sono alcune delle priorità che questo Governo si è posto di affrontare per rilanciare l’istruzione.

Chi ha seguito attentamente la questione Quota 96, sa che siamo ancora in alto mare (a meno di colpi di scena), che le procedure parlamentari di una legge ad hoc sulla questione si sono arenate come un balenottero in una secca, che si è annunciato un intervento governativo, ma che fino a questo momento si è concretato solo in dichiarazioni d’intenti e vuote parole.

I precari, che iniziano a manifestare una certa insofferenza nei confronti della scarsa concretezza dei provvedimenti in suo favore inizia a scalpitare, mentre l’anno comincia con il blocco degli stipendi, ancora uno, dopo aver visto decurtato il fondo d’istituto per pagare gli scatti 2011.

Quindi i docenti inidonei, dei quali la politica non parla più, e dei quali ci sforziamo di mantenere vivo l’interesse continuando a scrivere di loro e soprattutto legando le loro vicende al dramma degli ATA le cui immisioni in ruolo sono di conseguenza bloccate.

Gli unici interventi concreti per la scuola hanno riguardato l’edilizia, cosa attesa ed apprezzata, ma l’elenco è lungo e docenti, studenti e genitori attendono anche altro.

Ed ecco che fa capolino un nuovo fantasma, quello dell’Imu.

Il Ministro ne aveva percepito la sinistra presenza, quando aveva ammonito: Imu? Priorità alla scuola. Ha vinto l’Imu e inizia il rastrellamento di risorse stanziate per coprire il buco che si creerà dalla cancellazione, parziale, della tassa.

Una voragine che risucchierà probabilmente anche i fondi che si erano pensato di mettere nel piatto del rinnovo contrattuale? Vorremmo capire come il Governo intenda rivedere il contratto, se si chiederanno sacrifici in nome della patria ma a costo zero.

Ed è già pronto il capro espiatorio: l’Imu. E inizierà, magari, un ping pong di accuse reciproche tra le forze politiche. Alla fine gli sconfitti saranno i soliti docenti, come se le questioni legate ai pensionamenti di Quota 96, alla spending, ai tagli verticali non avessero matrice bipartisan.

E già il Ministro ha voluto mettere le mani avanti, non facciamoci troppe illusioni su questo decreto. Nessuno, comunque, ci può vietare di sperare.

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