“Come facciamo a cacciare Salvini?”, USR Emilia Romagna: nessuna colpa del docente. Ecco perché

di redazione
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Nel primo pomeriggio di oggi, abbiamo riferito sul caso scoppiato in una scuola del bolognesein cui, secondo quanto riferito dal “Il Messaggero”, un  docente avrebbe lasciato la seguente domanda ai propri alunni: “Come facciamo a cacciare Salvini?”

“Come facciamo a cacciare Salvini?”, domanda di un docente ai propri alunni

Le parole di Salvini

Il diretto interessato è subito intervenuto sulla vicenda, come riferisce l’Ansa:  “Non ci voglio credere e, infatti, andrò fino in fondo per verificare se siamo di fronte a uno scherzo o a una triste realtà. Scriverò al ministro della Pubblica Istruzione”. E ancora: Un abbraccio a quei bimbi da parte di un papà che lavora per una scuola senza pre-giudizi in un paese libero

Il chiarimento

Sulla questione è intervenuto all’Ansa il direttore dell’USR Emilia Romagna che ha chiarito l’equivoco, sulla scorta di quanto riferitogli dal dirigente scolastico dell’Istituto: ” Non c’è nessun compito in classe o a casa, precisa Vasari, dato dall’insegnante ai bambini – come denunciato da un commissario provinciale della Lega -, ma un incidente nato da un esercizio fatto in classe. Si tratta della ‘bottega dei desideri’, una pratica didattica fatta all’inizio di un nuovo ciclo scolastico per far conoscere i bambini tra di loro e all’insegnante”.

In base al succitato compito, ciascun alunno esprime un desiderio e trascrive sul quaderno quelli degli altri, per poi aprire un dibattito in merito.

Tra i desideri vi era quello sopra riportato: “Come facciamo a cacciare Salvini?”. Alcuni alunni, non ascoltando quanto detto dal docente, hanno comunque trascritto il predetto desiderio, pubblicato poi sui social da un genitore.

Per precauzione – ha concluso Versari – ho chiesto sull’ episodio una relazione scritta. Ma ho la percezione di una realtà che cerca l’esorbitanza, e che quando l’esorbitanza non c’è tende a costruirla”.

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