Come creare un clima favorevole per il benessere nel sistema classe

di Giuseppe Sferrazzo

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Numerose ricerche e studi realizzati nell’ambito della Psicologia e della Didattica applicata, come quella di Freiberg negli Anni Novanta, confermano l’importante azione che il clima esistente in classe esercita sull’apprendimento scolastico, influendo sul “senso di benessere” diffuso in aula.

In gran parte il clima in classe è influenzato dai modelli relazionali e comportamentali dell’insegnante, che è per gli studenti una specie di “leader”, un modello e un punto di riferimento di grande importanza, con cui il discente trascorre gran parte del suo tempo e che, con i suoi modelli verbali e non, trasmette le proprie aspettative, stati d’animo e consapevolezze ai giovani alunni.

Il “sistema-classe” come vero e proprio gruppo è un importante luogo di confronto e di crescita per lo studente che, spesso senza controllarlo pienamente, si ritrova inserito in un gruppo non spontaneo e istituzionalizzato, all’interno del quale egli ne condivide, per gran parte della giornata, esperienze in comune e dinamiche relazionali complesse.
All’interno di questo gruppo esiste una precisa relazione con l’adulto, che si svolge secondo linee ben definite ed è caratterizzata dalla stabile composizione del gruppo e da obiettivi condivisi e ben definiti.

Il sistema-classe è un gruppo di in cui gli aspetti relazionali, proprio perché potenzialmente “altamente critici” vanno adeguatamente gestiti, in quanto la relazione è un elemento fondamentale, che può favorire o bloccare le attività di apprendimento e condivisione.
Gli adulti preposti alla gestione del Sistema-Classe (gli insegnanti/educatori) devono necessariamente impegnarsi nel “riconoscimento” delle relazioni e dei bisogni… l’assenza di questa fondamentale azione può portare ad un’integrazione problematica, sminuendo il valore dell’attività formativa.

Le scelte degli insegnanti influenzano in modo consistente le relazioni che sorgono nel gruppo della classe.

Ma cos’è effettivamente il “clima” all’interno del “Sistema-Classe”?

Lo possiamo definire come la “percezione d’insieme” che gli alunni hanno del loro stare nel gruppo con gli educatori e che è tale da influenzare la loro motivazione e il loro impegno e che, ovviamente, si manifesta nell’insieme degli atteggiamenti, delle relazioni e dei comportamenti che si instaurano.

Il clima in classe, in modo metaforico, non è altro che una “rete di relazioni affettive”, come ad esempio le motivazioni a stare insieme, la collaborazione in vista di obiettivi comuni, le norme comportamentali, l’apprezzamento reciproco, le modalità di funzionamento.

Il clima in classe è determinato principalmente da due fattori:

1) la qualità dell’interazione che viene a crearsi tra studenti e insegnanti;
2) variabili legate all’ambiente fisico e sociale, insomma al contesto;

Il peso più importante è quello attribuibile all’insegnante, il quale può influenzare il gruppo con la sua personalità, con il suo stile d’insegnamento e con la sua capacità di
efficacia formativa.

Ma il clima della classe è influenzato anche da un ampio spettro di variabili legate al contesto.
E per “contesto” vogliamo considerare elementi sia “concreti” che “impalpabili” come:

– la realtà organizzativa della Scuola,
– la qualità delle relazioni con le famiglie,
– le attese delle famiglie,
– il senso di ordine e disciplina che emerge dal gruppo-classe,
– la sicurezza percepita in classe
– ambienti confortevoli
– spazi fisici organizzati, puliti e curati

Il ruolo decisivo dei docenti

Al docente e ad alcune sue competenze è attribuito un ruolo preponderante nella costruzione della relazione interattiva, e, di conseguenza, nella formazione di un clima positivo in aula.

La qualità del clima della classe riflette infatti le caratteristiche della relazione esistente tra insegnante-allievo e tra gli stessi discenti..

Un clima positivo nella classe ha più probabilità a svilupparsi quando gli insegnanti si comportano come “facilitatori”, utilizzando strategie d’insegnamento centrate sulla persona, mostrando atteggiamenti da leaders positivi e democratici, come suggerito dalla Psicologia umanistica di Carl Rogers e dal suo allievo Thomas Gordon.

Gli insegnanti dovrebbero stimolare gli alunni a portare nel loro apprendimento una sintesi olistica del proprio benessere fisico, intellettuale ed emozionale, impiegando strategie d’insegnamento che sviluppino nei giovani alunni la percezione reale di essere protagonisti del processo di apprendimento.

Gli insegnanti e gli studenti dovrebbero trovarsi insieme a discutere liberamente di vari argomenti, come ad esempio la cooperazione e la competizione, la chiusura o l’apertura, i sentimenti e gli stati d’animo.

L’insegnante è un facilitatore ed anche un leader… e questa visione è favorita nel caso in cui egli sia percepito come autorevole dai propri studenti, e quindi anche il suo giudizio sia considerato significativo piuttosto che “autoritario”.

Possiamo di certo concludere affermando che il clima di classe influisce sul benessere scolastico e sulla qualità dell’apprendimento e della didattica, ed è determinato dalla qualità della “circolarità” delle relazioni tra educatori ed alunni. Tale circolarità continua e ininterrotta dovrebbe essere il vero obiettivo per alimentare un “benessere” condiviso del sistema-classe.

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